Posts Tagged ‘Evo Morales’

LA MEMORIA CORTA DI EVO… il primo Presidente indigeno che ha ampiamente utilizzato lo strumento delle marce , ora reprime gli indigeni in marcia per far valere i propri diritti!


2011
09.27

Qui in Italia ci arrivano (purtroppo non per merito della nostra stampa nazionale!!!) tristi notizie dalla Bolivia! Domenica c’é stata una brutta repressione dei partecipanti alla marcia indigena in difesa del TIPNIS da parte del governo Morales… con piacere peró riceviamo anche notizie che la Chiesa boliviana non é rimasta indifferenta a tale atto,  volentieri pubblichiamo il seguente comunicato del consiglio arcidiocesano dei laici di Cochabamba che fa eco a quello di alcuni vescovi e a quello della conferenza boliviana dei religiosi.

COMUNICADO DEL CONSEJO ARQUIDIOCESANO DE LAICOS (CAL) A LA OPINIÒN PÙBLICA:

Consternados por la represión que sufrieron los hermanos indígenas del TIPNIS, el día domingo 25 de septiembre, les expresamos nuestro apoyo en su lucha por defender la madre Naturaleza.

Como miembros de una Iglesia cercana, sentimos la obligación de manifestarnos ante la situación de los hermanos y hermanas marchistas.

Felicitamos la valentía que tienen por reclamar ante la destrucción de nuestra selva. Al respecto la Carta pastoral, titulada TIERRA, MADRE FECUNDA PARA TODOS, elaborada por la Conferencia Episcopal Boliviana el año 2000 afirma: “Los pueblos originarios de este continente nos enseñan a tener una mayor sensibilidad para reconocer el valor sagrado de la tierra. Lo hemos reafirmado nosotros mismos con fuerza en la IV Conferencia Episcopal Latinoamericana de Santo Domingo. Para ellos, la tierra… es vida, lugar sagrado, centro integrador de la vida de la comunidad. En ella viven y con ella conviven, a través de ella se sienten en comunión con sus antepasados y en armonía con Dios… Ella es la Madre Tierra, que alimenta a sus hijos, por eso hay que cuidarla, pedir permiso para sembrar y no maltratarla” (n. 172)”.

Repudiamos todo acto y tipo de violencia de cualquier sector. Por ello convocamos a jornadas de oración por el respeto a los derechos humanos, la libre expresión y la preservación de la democracia.

Nos adherimos también al comunicado de Mons. Oscar Aparicio (Secretario General de la Conferencia Episcopal Boliviana), Mons. Tito Solari (Arzobispo de Cochabamba) y Lic. Felipa Martínez (Presidenta del Consejo Boliviana de Laicos), quienes a nombre de la Iglesia Boliviana expresan preocupación, pidiendo serenidad y diálogo.

Como cristianos nos importa oír la voz del Espíritu Santo para que nuestros actos y opiniones sean expresión de nuestro compromiso con la vida y naturaleza.

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TIPNIS: un governo indigenista in scontro aperto con le popolazioni indigene!


2011
09.06

In questi giorni l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica in Bolivia é tutta concentrata sull’affair “TIPNIS”. Questa sigla indica il “territorio indigeno parco nazionale Isiboro Securé” che dovrebbe essere attraversato da una nuova strada ad alto traffico per unire la zona orientale del Paese a Cochabamba e quindi alla zona andina. Gli indigeni abitanti questo territorio protestano adducendo temi ambientalisti e indicando il rischio che la strada porti con sé nuove conurbazioni, nuova “colonizzazione” delle loro terre da parte dei cocaleros minacciando cosí la loro peculiare organizzazione sociale. Il Governo, da parte sua, indica nella strada una via essenziale per la crescita commerciale ed economica del Paese e per la sua reale unificazione dato che dimezzerebbe i tempi di percorrenza tra le due regioni e aggiungendo che il momento é quello opportuno perché si potrebbe beneficiare di un prestito a bassissimo interesse da parte brasiliana. Quel che é certo é che alcuni pezzi di strada non hanno un piano di studio di fattibilitá reale, che si é scavalcato il diritto costituzionale della popolazioni indigene di essere preventivamente informate e consultate, che la strada in cui si innesterebbe la nuova é giá quasi al collasso di traffico e in condizioni di dissesto geologico e plausibilmente non potrebbe reggere un aumento del transito pesante…

Dal 15 di agosto le organizzazioni indigene delle terre basse si sono messe in marcia verso La Paz per dimostrare il loro dissenso e suscitare l’attenzione dell’opinione pubblica ma il Governo non sembra avere nessuna intenzione di rinegoziare il tracciato.

Nella difficoltá di avere una chiara presa di posizione ci restano alcune perplessitá: Ma morales non doveva essere il presidente degli indigeni? e non ha fortemente voluto questa nuova costituzione a cui ora si sta sottraendo? In un  paese dove manca ancora una mutua per tutti e l’istruzione presenta difficoltá gigantesche, é lecito fare investimenti per queste mega infrastrutture? É etico trascinare in marcia di protesta bambini e donne in cinta per aumentare la tensione e richiamare l’opinione pubblica?

Lascio un link di un sito (http://www.isiborosecure.com/) per saperne di piú con l’indicazione che é sicuramente molto schierato contro la strada.

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Cronache da Cochabamba


2010
05.02

Prima di iniziare a raccontarvi ci tengo a ringraziare tutti gli amici che ieri hanno organizzato la Marcia del Kem Kogi, gli oltre 100 partecipanti e la Cooperativa Agricola Cernuscchese che ha offerto il rinfresco. Grazie per farci sentire la vostra vicinanza.

Questo periodo è stato abbastanza pieno di cose da fare e di malanni di casa e così non abbiamo avuto molto tempo per scrivere; però oggi vi voglio raccontare della mia prima visita in carcere assieme a Padre Eugenio e, come mi ricorda giustamente il Kuda, un paio di impressioni sulla conferenza climatica.

Iniziamo da quest’ultima, che si è tenuta la scorsa settimana. In Italia, da quello che ho visto sui siti dei principali quotidiani, probabilmente non si è discusso molto nè prima nè dopo, mentre qui le attese erano davvero alte e i commenti sono stati innumerevoli. Questa conferenza, convocata dal Presidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia – Evo Morales – aveva la pretesa di rilanciare il dialogo tra i governi dopo l’insuccesso (dal punto di vista degli impengi presi dai governi) del vertice di Copenaghen e soprattutto voleva fare in modo che le soluzioni ai problemi legati alla conservazione dell’ambiente e ai cambiamenti climatici arrivassero dai paesi più poveri e meno sviluppati.

Purtroppo il livello di serietà della Conferenza è stato drasticamente abbattutto il primo giorno, proprio da un discorso del Presidente Morales. Durante il discorso di apertura, al quale ho assistito per intero, Morales cercando di portare l’attenzione su uno stile di vita meno consumistico e di valorizzare alcuni prodotti tradizionali si è in realtà reso ridicolo con affermazioni tipo: << a Cochabamba gli idraulici quando non sanno come fare a sturare un bagno usano la Coca Cola che, piena di sostanze chimiche, lo libera in pochi minuti>> oppure << in Europa sono tutti calvi perchè mangiano OGM>> o ancora <<mangiare molto pollo, che contiene ormoni femminili, da delle difficoltà nell’orientamento sessuale degli uomini>>.

Io, come molti degli stranieri presenti, ero lì perchè davvero speravo che questo incontro potesse fornire non una soluzione, ma per lo meno una prospettiva nuova invece questo discorso che si è concluso con <<morte al capitalismo!>> mi ha lasciato molto deluso. L’impressione, data anche dagli altri interventi al discorso inaugurale, è stata che si volesse criticare il modello capitalistico senza avere una proposta davvero alternativa da portare.

Io personalmente non ho partecipato a nessun tavolo di lavoro ma ho solo seguito alcune conferenze, anche perchè l’organizzazione è stata davvero scarsa. Il primo giorno la media di attesa per ritare il pass è stata di 4 ore, molti dei seminari sono stati cambiati di orario e di sede senza preavviso e la maggior parte degli incontri iniziavano con almeno mezz’ora di ritardo.

Ritornando al discorso del Presidente, le cronache e tutti i talk show della settimana, sono stati occupati da interventi di esperti pro o contro il fatto che mangiare pollo faccia diventare gay. Anche nelle strade o nei locali della città non si è parlato d’altro per alcuni giorni.

In conclusione io credo che questa Conferenza sia stata un’occasione sprecata. Invece di promuovere un movimento che cerchi davvero un’alternativa al modello capitalistico, che qui in America Latina fa vedere il lato peggiore di se,  Morales ha dato l’impressione di usare questo evento per fare un po’ di campagna politica di bassa lega in suo favore.

Passando invece alla visita in carcere devo dire che è stata un’esperienza molto forte. Vedere con i miei occhi le condizioni in cui vivono 380 persone mi ha colpito molto nonostante fossi preparato a quello che avrei trovato dato che in casa con Padre Eugenio, che si occupa anche di pastorale penitenziaria,a partire dalle notizie dei giornali a volte si parla dei problemi dei detenuti.

Iniziamo dall’ingresso: mentre si va dal revisore, ovvero il poliziotto incaricato di perquisire chi entra, si passa accanto ad una stanzetta 2 per 2 con il tetto che cade a pezzi dove vengono messi i detenuti arrestati il sabato e la domenica o quelli che hanno creato problemi all’interno del carcere. Oggi quando siamo entrati c’erano 2 persone rannicchiate sul pavimento, perchè non c’è il letto, che dormivano.

Entrando quasi ci sale in spalla un ragazzo che stava scendendo dalle celle del “secondo piano”, gabbiette di legno costruite sopra alle celle in muratura, alle quali si accede con delle scalette simili a quelle che ci sono dietro ai camper. Nei corridoi è difficile passare in due e si trova un po’ di tutto; c’è chi si taglia i capelli, ci sono dei negozietti gestiti dai detenuti e al centro del carcere c’è una sala con due televisori, un biliardo e alcuni tavoli per mangiare ciò che si vende nei negozi. Si, proprio così, il mangiare i detenuti lo devono comprare da altri detenuti e lo stato riconosce a ciascuno 0,45 € al giorno che generalmente arrivano con un paio di mesi di ritardo e che servono per un paio di zuppe scarse .

Il cibo però non è l’unica cosa che pagano i detenuti. La corruzione e la violenza diffusa nelle carceri, hanno imposto un regime in cui tutto si paga, a cominciare dal “diritto di suolo”. Quando una persona viene detenuta, i delegati, ovvero i più influenti e più violenti dei detenuti, gli chiedono da 200 a 500 dollari per assegnare una cella. Se uno non può pagare viene lasciato a dormire negli spazi comuni e contemporaneamente costretto a fare pulizie e altri lavori di mantenimento. Chi si ribella viene torturato, violentato o sottoposto a maltrattamenti di ogni genere, ovviamente con la complicità dei poliziotti che prendono una parte dei soldi riscossi dai delegati. Inoltre, come dicevo, tutto si paga, docce e bagni compresi. Capita spesso che i più poveri portino tutta la famiglia in carcere perchè non possono permettersi di pagare la loro permanenza in carcere e anche l’affito di casa. Oggi per esempio hanno portato, mentre eravamo in infermeria, un bimbo di 2 mesi scarsi, che a fatica riusciva a piangere dal tanto che aveva la gola infiammata.

In un ambiente così malsano e violento, è difficile pensare a una riabilitazione dei detenuti. L’unico momento di riflessione è la messa domenicale, Cattolica o Evangelica che sia. Tutte le attività formative sono lasciate alla buona volontà di organizzazioni civili o religiose.

Adesso vi saluto perchè dobbiamo finire di prepararci per andare a cena dal dott. Pietro Gamba, che da vent’anni vive su un altopiano a circa un’ora da Cochabamba e dove ha fondato un ospedale. Prossimamente racconteremo anche la sua storia, che è un esempio di generosità e anche delle assurdità che si vivono in Bolivia.

Daniele

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eccoci qui…


2010
01.22

…ancora un po’ anestetizzati dal fuso e dalle mille realtà… o forse dalla consapevolezza che questa volta non dobbiamo capire, vedere, respirare tutto subito perché avremo tempo, non è una vacanza, sarà la nostra vita per i prossimi due anni.
Abbiamo trovato una casa accogliente e persone che ci aiutano a prendere il tempo necessario perché la nostra famiglia possa entrare con serenità in questa nuova comunità. Ci sentiamo quasi in vacanza: tempo per noi, per i nostri bimbi, qualche giro per la città ed il quartiere.. nada mas! Nel fine settimana dovrebbe rientrare dalle vacanze con i chirichetti il nostro parroco e con lui e gli altri referenti proveremo a pianificare i prossimi passi.
Quel che più ci stupisce è la naturalezza con cui fino ad ora Irene ha vissuto in questa realtà tanto diversa… il taxi collettivo, le persone in abiti tradizionali, la città e le case così differenti da Cernusco, il cane di casa (Sancho)… lei guarda, assorbe e lentamente sembra lasciarsi coinvolgere. E’ bello vedere Irene giocare con il cane di casa, e sentire Emanuele chiamare, con un po’ di diffidenza, “sancho, sancho, bau”, questo ci da la percezione che tutto sommato sono tranquilli.
Tutto ciò è per noi fonte di serenità e motivo di ringraziamento a Colui che ci accompagna e al quale vogliamo affidarci.
Oggi qui è Festa Nazionale perché si celebra la “possessione” di Evo ovvero la cerimonia, in stile incaico, di incoronamento del Presidente come capo dello Stato Plurinazionale di Bolivia: intorno sentiamo fermento, c’è chi approva il Presidente indigeno che mostra attenzione alle classi più povere e chi ne teme la retorica populista e la scarsa capacità di incidere realmente sulle questioni più importanti come la gestione dello stato sociale e la corruzione! In questi pochi giorni ci siamo già resi conto della discrepanza tra le notizie che arrivano in Europa e la realtà che vive il Paese… ci occorrerà tempo per informarci e conoscere davvero la realtà in cui dovremo lavorare e confrontarci.

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