nuovo progetto, nuova sfida!

2011
05.05

Come molti di voi giá hanno saputo attraverso il blog di Vivere Cernusco e l’invito alla serata in ricordo di Angelo Spinelli, ho da poco iniziato un nuovo progetto qui in Cochabamba.

Precisamente si tratta di un progetto di riabilitazione attraverso il lavoro nel carcere di San Antonio. La Pastorale Penitenziaria, dopo alcuni anni di collaborazioni a vario titolo con i piccoli laboratori auto-condotti all’interno delle carceri, ha deciso di iniziare questo progetto pilota nel carcere piú disastrato della cittá in cui i detenuti sono meno organizzati.

L’idea é quella di rendere gli ambienti di lavoro, che sono davvero ristretti, per lo meno vivibili e sicuri, attraverso il rifacimento dell’impianto elettrico, l’installazione di estrattori d’aria e altri piccoli interventi di poco costo ma buona efficacia. Il progetto prevede anche la riparazione di alcune macchine giá presenti e l’acquisto di altre nuove, assieme a strumentazioni manuali. Inoltre sono previste la realizzazione di corsi di formazione e la costituzione di un fondo rotatorio per l’acquisto di materiali al fine di abituare i detenuti coinvolti a programmare le spese e a risparmiare.

L’aspetto piú importante del progetto è però la presenza costante di un educatore, per accompagnare il processo di riabilitazione dei detenuti e per vigilare che nessuno si appropri delle risorse messe a disposizione dalla Pastorale Penitenziaria. In questa prima fase, sia per poter adattare progetto teorico alle risposte che daranno gli interni coinvolti che per i rapporti di conoscenza con molti detenuti e i loro delegati, sono io stesso ad entrare almeno 4 giorni alla settimana in carcere.

Questo maggior tempo che mi sto prendendo per stare con i detenuti a lavorare, a chiacchierare e a cercare di capire meglio le dinamiche interne mi sta provocando profondamente perchè sto entrando piú a fondo nelle vite e nelle storie di disperazione di alcuni di essi. Ad esempio l’altro giorno uno di quelli che conosco da piú di un anno mi raccontava che sta aspettando con ansia i pochi mesi che lo separano dalla scadenza dei termini della carcerazione preventiva (che qui puó durare fino a 3 anni) con la speranza che qualcosa si inceppi e che possa finalmente uscire da questo inferno grazie ai ritardi della giustizia. Mentre lo ascoltavo mi sorgeva spontanea la domanda: <<come faccio a dirgli che è giusto che lui stia qui, in questo posto con poche finestre, piú detenuti che letti, sporco e con continui soprusi, visto che ha violentato una ragazza?>> ovvero, come fargli intendere la differenza tra la giusta pena e il modo sbagliato in cui lo stato dimentica i detenuti in ambienti malsani, violenti e senza possibilitá di una vera riabilitazione? Lui sogna la libertá grazie alla lentezza della burocrazia e invece mi sento in dovere di accompagnarlo nel capire che, pur nelle pessime condizioni in cui è, dovrebbe trovare la forza di affrontare i suoi errori e prepararsi ad una vita nuova dopo aver scontato la pena.

Come questo potrei raccontare altri episodi che mi hanno scosso nel profondo ma che allo stesso tempo mi danno la voglia di lavorare duramente per poter dare a queste persone una speranza in un futuro diverso.

Prima di concludere cito due dati: una recente inchiesta ha rivelato che il 74 % dei detenuti in Bolivia sono senza giudizio e generalmente le carceri accolgono tra il 70 e il 100 % in piú delle persone per cui sono state pensate. Due indicatori delle gravi deficienze del sistema giudiziario boliviano contro cui ogni giorno, grazie a Dio, molti volontari e professionisti si battono.

Quindi vi invito a partecipare della serata musicale a ricordo di Angelo del 14 maggio a partire dalle 21.00 presso l’auditorium Maggioni, in via don Milani a Cernusco sul Naviglio e rinnovo il ringraziamento a tutti gli amici di Vivere Cernusco che hanno deciso di sostenere questo progetto.

Daniele

P.S. A breve cercheró di pubblicare la traduzione in italiano delle parti salienti del progetto, se qualcuno nel frattempo volesse informazioni piú dettagliate puó contattarmi attraverso la e-mail del blog.



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One Response to “nuovo progetto, nuova sfida!”

  1. Lorenza scrive:

    Grazie Dani per questa condivisione, prego per te.
    Lorenza

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