Riceviamo e pubblichiamo con piacere un contributo di P.Eugenio Coter
A parte le celebrazioni liturgiche ufficiali previste in questi giorni in tutto il mondo, e che logicamente qui si vivono con la caratterizzzazione boliviana (musica e canti, qualche tovaglia o paramento di aguayo, …) dopo la celebrazione della “cena domini” la tradizione vuole che si faccia un pellegrinaggio per 7 chiese per una breve adorazione eucaristica (almeno la metá del cammino della viacrucis o ricordando il perregrinare di Gesú dall’orto degli ulivi a Pilato, al pretorio, al litostroto, a Caifa, ….). E’ una peregrinazione notturna seguendo le sequenze del giudizio a Gesú in questa notte e per accompagnarlo e stare con lui.
Altro elemento della tradizione pasquale locale, il giorno del venerdí santo, é quello dei 12 piatti: mentre per la tradizione normale della Chiesa occidentale il venerdí santo si fa digiuno, in segno di penitenza, il venerdí santo di Bolivia, e specialmente di Cochabamba, consiste nel preparare i 12 piatti che ricordano i 12 apostoli. Oviamente sono “assaggi” o poco piú. E’ una maniera popolare, che viene dalla tradizione di ricordare in questo giorno gli amici di Gesú.
1. Minestra di baccalá;
2. Sajta di patate dolci (tipo patate in umido);
3. zuppa di pane e uovo (con formaggio);
4. minestra di gamberi;
5. zucca in umido con pomodori, prezemolo e patate bianche e colorante rosso;
6. riso con latte (dolce)
7. pane dolce con uva passita inzuppato in chioccolato;
8. piselli in umido;
9. pane dolce con latte e canella cocco uva passa (al forno)
10. zucca piccola in umido al forno o in umido;
11. maccheroni (grandi) al forno;
12. pesche dolci bollite con cannella, chiodi di garofano e anice.
A questo indirizzo web, tratto dal giornale di oggi la Razón, ne vengono proposti alcuni.
( http://www.la-razon.com/version_temp.php?ArticleId=1462&EditionId=2505&idp=10&ids=273 )
Normalmente si consumano dopo aver camminato nel mattino presto raggiungendo una cima di montagna dove c’é la croce (e qui in cittá al Cristo della Concordia) portandosi un poco di acqua e basta. Si rivede in questo la salita al Calvario di Cristo. La gente lo fa, non come una processione, ma proprio per camminare con Gesú, in maniera semplice, senza preoccupazione di pregare; é proprio un andare accompagnando idealmente il Signore.
Si rientra per poter servirsi i 12 piatti e poter poi partecipare della celebrazione delle ore 15 (non molto diffusa nella partecipazione popolare) e in massa al Viacrucis o alla processione del Cristo morto, la cui partecipazione é massiva. Normalmente chi partecipa a questo si veste di nero, a lutto, per indicare che la morte di Cristo é la morte di qualcuno caro a lui come un famigliare.
Il sabato mattina, all’alba alcuni devoti accompagnano la processione della Madonna addolorata. Questa é una piccola processione nel centro della cittá e dei paesi e si chiude riportando la Madonna nella Chiesa. E’ alle prime luci dell’alba. La statuta della Madonna é accompagnata dalla banda che suona una marcha funebre.
In alcuni paesi della provincia si riprende alle prime luci dell’alba la domenica di Pasqua la processione, sulla piazza principale. A un angolo della piazza, la statuta della Madonna incontra una statua di Cristo ( qualcuno ha il Cristo risorto) e dopo un inchino di saluto delle statue la processione ritorna alla Chiesa e comincia la Messa di Pasqua.
Tutto questo é una maniera popolare di vivere questi giorni di settimana Santa e accompagnare la liturgia ufficile con manifestazioni popolari.
