incursioni..

2011
10.17

Argentina……ora imprecisata del mattino…( e’ da un po’ che non ci disturbiamo…..io ed il tempo…..non ho nulla addosso che mi ricordi di lui… !)….su un Flecha bus …destinazione Buenos Aires…. lentamente sulla via del ritorno …..cinque ore di ritardo dalla tabella di marcia, tra controlli in dogana e posti di blocco…..sonnecchiando, passo il tempo a contarmi le immagini ed i pensieri……. mi torna in mente una bandiera, da qualche parte nell’altipiano, con un filo rotto : avvolta su se stessa…in balia del vento lieve e di un sole fresco…..sbattuta e carezzata….ora affusolata, ora aperta completamente….con i suoi tre colori a danzare …e parlare di una terra….splendida ed arida…….di un cielo, brillante e vicino, terso e rarefatto…… di un popolo fiero, pacato e duro….. così si lascia guardare la Bolivia…. nel suo tutto e nel suo opposto: nell’ urlo di un tassista, che sfinisce la via con i suoi inviti e che a macchina piena, si ferma a caricare gratis persone nel portabagagli, fino a fermarsi per il pranzo, lasciando tutti ad aspettare in macchina…. nei pupazzi appesi agli alberi, nei taxi collettivi, nei lavori collettivi, negli autobus collettivi….. nelle minas, nel Calvario e nelle frotte di studenti festanti e mamme colorate e bombette e cappelli e grembiuli e trecce e semi per piccioni a Potosì……nel mercato de la “Cancha”: così grande, così tentacolare, eppure educata, composta…. nel carcere di Cochabamba: anarchico, caotico, completamente “fuori”, eppure organizzato, in qualche modo coordinato, vivo… nel timbro e nel’intensità della voce di tutti: bassa , controllata, sospirata…. nel fiume sbagliato da Sergio, diretto a battezzare una bimba che non c’è più…..in David, fissato per la musica americana anni 80, che dona ogni mattina foglie di coca alla Pachamama…. nel circo, con il suo entusiasmo, i suoi ragazzi, i suoi attrezzi, i monocicli e clave e trapezi e giocolieri ( il mio sogno nel cassetto dall’altra parte del mondo).…nella carrozzella del disabile, troppo difficile da spingere sullo sterrato delle strade, …nell’abbraccio stretto e tremante di una mamma che, dolce e gentile, si sfoga con il sottoscritto per la partenza del suo “amor”…….nella pazienza delle attese….nell’altura, che opprime le menti e dispensa leggerezza….nel deserto e ghiaccio e vapore e acqua calda e lagune colorate e fenicotteri tutti assieme…..nei bambini, nei sorrisi cortesi e nel tempo infinito : tutta una cozzaglia di elementi in equilibrio sul proprio…… disequilibrio……e poi succede che qualcuno ti apre la porta… ti guida pazientemente ad intravedere un mondo completamente diverso dal tuo……… fa bene all’anima sapere che c’e’ un posto dove esiste forte e vera, la voglia “semplice” del condividere……. grazie a Dio e…. al tarlo boliviano in Daniele, Elisa, Sergio, Vale , Ale e Piera e i bimbi e…tutto quel mondo intorno……tutto quel mondo dentro…….una bandiera avvolta su se stessa e con i suoi tre colori a danzare ……..come un piccolo arcobaleno…ma………. con un filo rotto.

Gianni

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