con i piedi nell’acqua…

2011
03.08

e non solo. Purtroppo a causa delle ingenti pioggie dell’ultimo mese, arrivate dopo una siccità che ha reso duro come la roccia il terreno argilloso, circa 15.000 famiglie hanno subito danni alle proprie case.

I danni maggiori si sono rigistrati in Chapare, la zona amazzonica nella regione di Cochabamba dove si concentrano le più grandi coltivazioni di coca, dove tutti i fiumi sono esondati, interrompendo strade e danneggiando ponti e inondando interi paesi.

Altri gravi danni si sono registrati in una zona a sud di La Paz, di cui si è parlato anche sui media internazionali, dove circa 100 ettari di terra sono letteralmente scivolati verso valle di decine di metri lasciando senza casa circa 900 famiglie.

Per quanto riguarda Cochabamba la zona sud, dove ci sono molti quartieri sorti abusivamente in zone a rischio, e la vicina città di Quillacollo sono

trasferimento da una casa alla seguente

state allagate dai fiumi esondati. In città la situazione è fortunatamente già rientrata, mentre a Quillacollo ci sono ancora molte case e strade sommerse da acqua stagnante. Proprio per questo ieri, assieme a don Sergio e a 35 giovani della parrocchia e seminaristi, siamo stati a dare una mano ad alcune famiglie.

Su segnalazione del parroco della zona, con la coordinazione della dirigente del quartiere, abbiamo svuotato dall’acqua tre cortili di persone anziane, abbiamo cercato di tappare alcuni buchi che si sono creati in una casa fatta di fango e la abbiamo svuota dall’acqua.

Vedere le persone girare come fantasmi tra il fango e le zone paludose piene di zanzare, rendersi conto del fatto che da lì l’acqua non se ne andrà per ancora un bel po’ di tempo, sentire che non ci sono piani di intervento a breve termine da parte del Governo, scoprire che nella zona dal 2000 ad oggi già 6 volte si sono trovati nella stessa situazione per problemi strutturali dei fiumi e dei sistemi di drenaggio è stato davvero avvilente. Soprattutto pensando che lo scorso hanno la regione di Cochabamba ha speso solo il 30% dei fondi previsti a bilancio (a livello generale) e che da anni c’è un progetto depositato per evitare che queste situazioni si ripetano.

La cosa positiva della giornata invece è stata la generosità dei ragazzi. Chi con le scarpe, chi con i sandali, tutti siamo stati per diverse ore con il fango fino quasi alle ginocchia, senza troppe menate, con l’unico intento di portare un po’ di sollievo a queste persone e di far vedere loro che non sono stati dimenticati.

Per facilitare i lavori la scorsa settimana don Eugenio e don Sergio, con cui viviamo, hanno donato a Caritas una pompa che ieri abbiamo utilizzato.

la pompa di Caritas

Nei prossimi giorni Caritas metterà a disposizione anche altre due pompe che erano in manutenzione, però questo purtroppo non basta. Oggi don Eugenio, responsabile di Caritas Cochabamba, ha inviato ad amici e conoscenti una richiesta di aiuto per l’acquisto di una pompa idrovora, capace di aspirare acqua e fango in grande quantità, del costo di circa 4000 dollari. La pompa entrerebbe nella dotazione del settore emergenze ambientali di Caritas che, dopo averla fatta lavorare nelle zone ormai paludose di Quillacollo, la invierà in Chapare dove ci sono ancora molti villaggi isolati e, negli anni a venire, dove più ci sarà bisogno.

Noi ci uniamo all’appello di don Eugenio chiedendo a chi fosse disponibile, con piccole o grandi donazioni, di mettersi in contatto con noi per avere maggiori informazioni sulle modalità di contribuire.

grazie, Daniele e Elisa

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