Carissimo Tarlo,

2011
09.01

a un mese circa dalla nostra visita a Cochabamba, desideriamo esprimere due parole di ringraziamento a Elisa e Daniele per la disponibilità che ci hanno dato nell’offrirci un confronto sulla vita in Bolivia. Lavoriamo a Milano all’interno di una cooperativa sociale ed eravamo partiti con il desiderio di conoscere alcuni progetti portati avanti dalla parrocchia di Condebamba e di cogliere differenze, difficoltà e opportunità di questo paese. Cosa ci siamo portati a casa? Emanuele e Irene che si preparano per il “desfile del 6 agosto”, bionde esemplificazioni di quella cultura meticcia che solo i bambini possono insegnarci, la messa nel quartiere col vento, i cani, i presenti che dicevano ad alta voce il nome del proprio caro a cui dedicare la preghiera, i corridoi del carcere, i racconti dei delegati, i silenzi dei delegati, la fatica di trasformare l’abbandono in occasione, quel padre bergamasco che più di 50 anni fa è tornato dalla Bolivia e ha detto “là c’è bisogno” e ora 25.000 boliviani vivono a Bergamo e ballano il tinku in piazza, gli aneddoti esilaranti di Matteo  ed Eugenio, le braccia aperte dei bambini della Ciudad del Niño. Ancora oggi a distanza di un mese la Bolivia entra (come un tarlo) nei nostri discorsi. Vi ringraziamo di aver generato in noi nuove domande.

Silvia e Antonio

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