Avvento: qualche riflessione giá comparsa su “Voce Amica” e “Il Sassolino”

2010
12.04

Oggi, abbiamo iniziato a tirare fuori gli addobbi natalizi e a praparare il presepe.. Sarà perchè qui è estate e siamo in giro in maniche corte, sarà che nelle strade del quartiere non ci sono luminarie, sarà che nelle famiglie della nostra zona non ci sono molti soldi e i bambini non stanno già pensando alla lettera per Babbo Natale, ma davvero noi abbiamo iniziato a pensare che fra poco sarà Natale solo in questi giorni preparando una riflessione per gli articoli che ci sono stati chiesti.

Dunque é iniziato l’avvento, arriva Natale, per noi il primo lontano da casa e siamo curiosi di scoprire tradizioni e costumi di questa terra che ci ospita. Oltre all’attesa “folclorica” come missionari ci chiediamo però come vivere e promuovere il senso profondo di questa festa tra la gente che incontriamo e con la quale viviamo.

Ci siamo fermati un po’ a guardare al presepe, cosa vediamo? Un bambino piccolo e fragile, forse ancora un po’ sporco, una mamma stanca, emozionata, preoccupata un papà disorientato combattuto tra il fare qualcosa e lo stare… una stalla, qualche animale attorno. Cosa c’è di diverso da molte case che visitiamo ogni giorno? Un’infanzia fragile, minacciata dalla povertà, genitori preoccupati, l’immagine di un’umanità stanca. Davvero allora a Natale celebriamo l’annuncio dell’avvenimento storico in cui Dio si è fatto uomo, celebriamo il fatto che Dio non è rimasto in cielo disinteressandosi della storia dell’uomo ma si è incarnato, ha scelto di condividere con noi la condizione umana assumendone il rischio, il peso, il bello. Quel giorno Dio ha visitato la terra, si è reso “incontrabile” dall’uomo; ci chiediamo come oggi Dio visita la terra? Quando si rende “incontrabile” dall’uomo o come possiamo renderlo visibile? Avviene solo quando è Natale, solo il 25 dicembre? C’è una differenza tra la sacra immagine del Presepe e la fotografia della nostra quotidianità: una Stella! Una Stella che illumina con una luce nuova la realtà portando la Speranza che trasforma. E’ questa Luce che rende evidente la santità della realtà di quella stalla e la dignità della famiglia che lì si incontra. E’ questa Stella che convoca i pastori, che fa mettere in cammino i Magi; è dunque la novità della presenza di Dio segnalata dalla Stella che crea comunità, che muove la gente e la raduna.

Questa dunque la chiave per far sì che sia Natale ogni giorno: rendere visibile la Stella della Speranza, la “Luce per illuminare le genti”. Gesù, il Dio che si incarna, ci invita a visitare, a farci comunità vicina al povero, al fragile perchè in questa relazione di prossimità si rende presente la Sua luce che restituisce dignità e che apre alla Speranza; che sia Natale tutti i giorni è una responsabilità affidata ad ognuno di noi! Buon avvento a tutti!

Share this article

Tags: , , , ,

Your Reply