In occasione dell’incontro tra missionari tenutosi il mese scorso, sono state realizzate alcune video interviste… la nostra ma anche tante altre: preziose occasioni di testimonianza per chi ha voglia di curiosare.
Ecco il sito dove sono caricate!
In occasione dell’incontro tra missionari tenutosi il mese scorso, sono state realizzate alcune video interviste… la nostra ma anche tante altre: preziose occasioni di testimonianza per chi ha voglia di curiosare.
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Son passati 10 giorni dalla nascita di Matilde, lei sta bene ed é davvero brava, io sto bene anche se non ancora “a 100”; proprio per questo mi capita in questi giorni di riflettere su quanto mi sia difficile accettare la mia fragilitá, quanto sia insofferente rispetto al non potermi muovere come voglio, quanto mi sia difficile spogliarmi delle mie ixattive abitudini.
Eppure proprio con oggi iniziamo a meditare come Gesú “da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. (2Cor8,9)” meditiamo questo Dio che si spoglia della sua ricchezza e della sua potenza anzi che in virtú della sua potenza sceglie di farsi povero e fragile per annunciare la novitá del suo amore fino alla morte in croce.
P. Enzo Bianchi ci ricorda come “la quaresima è il tempo del ritrovamento della propria verità e autenticità, ancor prima che tempo di penitenza, non è un tempo in cui “fare” qualche cosa di particolare, ma è un tempo per ritrovare la verità del proprio essere” alla luce della Parola e dello sguardo di Dio.
Cosa dice a me allora questo tempo di non fare? Cosa dice a me Elisa, a me mamma, a me in missione? Forse sono troppo abituata a pensare indispensabile il mio fare: il mio essere presente ed “efficiente” come genitore e nel mio lavoro nei centri e in parrocchia. Come fare a non fare? Come spogliarmi di questa modalitá forte? Come essere presenza positiva nella fragilitá?
In questa quaresima proveró allora a stare in questi interrogativi, a guardare alla povertá di Dio, alla sua croce, e a stare.
Ieri commentavo con una mamma che é venuta a trovarci come ci si ipnotizza davanti ai bimbi neonati, come uno si ferma a stare davanti alla misteriosa meraviglia di una vita appena nata, cosí fragile e allo stesso tempo cosí perfetta… a Matilde allora il compito di ricordarmi che la croce non é parola definitiva ma ci apre alla vita piena perché quel Gesú in croce é Dio, il Dio della Vita bella e abbondante come mi scriveva un amico!
In attesa di scrivere una riflessione insieme alla Eli su questa nuova esperienza, vi presento Matilde, nata l’11 febbraio.
Lei e la Eli stanno bene e domani torneranno a casa con noi. Irene e Emanuele sono felicissimi e noi ringraziamo davvero di cuore il Signore per questo nuovo dono.
sará che sono a casa ad aspettare che Matilde si decida a nascere…
sará che in prospettiva figli la domanda “che mondo gli consegnamo?” é un tarlo abbastanza ovvio…
sará che tutta la polemica sul TIPNIS non si é ancora calmata e l’interrogativo tra strada/modernitá, rispetto della natura del diritto della madre terra e soprattutto delle comunitá indigene ci continua a “questionare”…
sará che il prezioso lavoro del Centro di Documentazione alla Mondialitá con la sua rassegna stampa mi permette di non far assopire la mente e propone piste di riflessione interessanti
sará…che ho tempo in abbondanza da occupare??? Leggendo mi é piaciuto particolarmente un articolo di Adriano Sella (Coordinatore nazionale della Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita ) proprio sul tema Creato e stili di vita, ve ne riporto un pezzetto e lascio il link al sito della rete…. tarli!!!
“Se leggiamo attentamente i Vangeli ci accorgiamo come le persone cambiavano la propria vita dopo aver incontrato Gesù. Se non avviene nessun cambiamento significa che non c’è stato un vero incontro con Gesù Cristo. Così è per l’Eucarestia: se dopo la Messa non avviene un cambiamento della nostra vita significa che quella celebrazione è stata un rito vuoto e non un vero incontro con il Cristo. Il filo conduttore della quaresima è la parola conversione: “convertitevi e credete al Vangelo”. Purtroppo, questo cambiamento è stato ridotto solamente al digiuno, alla penitenza, alla preghiera e all’elemosina. Piccole cose a rispetto del cambiamento richiesto dalla parola biblica metanoia, usata dai Vangeli per sottolineare l’appello alla conversione. La parola grega metà-noia significa cambiamento di mentalità, deriva di metanoein che significa cambiare modo di pensare: composto di metà che indica mutamento o superamento, e di noein che significa pensare. Gesù Cristo ne fa una esigenza fondamentale per accogliere il regno di Dio (Mt 4,17) e per pensare e agire secondo Dio e non secondo gli uomini (Mc. 9,33). Si tratta di una rivoluzione religiosa e culturale che pone le condizioni per nuovi stili di vita. … Si tratta quindi di una conversione che parte dal cuore e che si manifesta nell’impostazione della vita e nelle scelte concrete del vivere quotidiano.”
Domenica la notizia che i disabili in marcia verso la Paz, ormai stanchi e infreddoliti sulle strade dell’altipiano, avevano sospeso la marcia dopo che in una lunga riunione di contrattazione governo-rappresentanti del movimento, si era trovato un accordo: bono di soli 1000 e non 3000Bs ai disabili gravi e gravissimi (sopra il 65% di invaliditá) e promessa della pronta discussione in parlamento della “ley de trato preferencial”…
Oggi la notizia che alcuni disabili, mentre la carovana permane in stato di allerta e non si scioglie fino ad approvazione della legge, hanno ripreso la protesta facendosi appendere con la loro carrozzina ad un viadotto sopra una strada principale…
La solita Bolivia, divisioni, incertezza, strumenti di pressione politica perlomeno “questionabili”
Sempre in tema disabili invece una bella notizia “TukuyPacha-Terra di tutti” interessante ong locale, ha appena riammodernato e lanciato il suo nuovo sito: un pozzo di documenti, informazioni, progetti per capire un po’ di piú questo settore.
80 persone, quasi tutte le regioni d’Italia rappresentate, quasi tutti gli stati SudAmericani presenti.
Postmodernitá, Vangelo, annuncio del Regno, pastorale, i poveri, i giovani, le grandi cittá, missione, inculturazione… un turbinio di relazioni, parole, volti… 5 giorni per incontrarsi, confrontarsi, analizzare i contesti in cui lavoriamo (per poi dirci che l’eccesso di diagnosi non sempre é opportuna!!), pensare con che stile entrare in questi contesti in evoluzione, con quali gesti e parole essere volto di Dio… o forse non é cosí certo che a noi tocchi annunciarlo ma scoprirlo??
In un post precedente parlavo male di tutto il contorno occidentale fatto di “fiocchi e merletti” che accompagna l’attesa di un figlio e… non ci crederete mai, domenica mi sono trovata catapultata al mio “baby-shower” con tanto di giochi, palloncini rosa, lecca lecca a forma di bebé e regali! Aiuto!!! In realtá é stata una bella sorpresa, nonostante la mia “allergia congenita” a queste cose, vedere che i ragazzi della parrocchia si sono autoorganizzati e tassati per far festa alla mia bimba che ancora deve nascere é stato bello, bello vedere che la nostra famiglia sta creando relazioni, bello sapere che questa bimba avrá attorno una comunitá che giá le vuole bene…
26 OTTOBRE 2011.. finalmente dopo due anni di attese e di risparmio di giorni di ferie, siamo riusciti ad organizzarci per andare dai nostri carissimi amici Elisa e Daniele. Il nostro sogno, la nostra esigenza, era di condividere con loro questa esperienza straordinaria, così difficile da capire se non la vedi dal ‘vivo’. Se comprendi i nomi dei luoghi,delle persone,se comprendi come è fatta la loro vita e la loro casa boliviani non solo dai racconti, forse è possibile essere li con loro quando ne hanno bisogno.. anche via Skype.
E invece?? Ci ha accolto la famiglia e gli amici che sono sempre stati e che noi conosciamo: Daniele sempre così disponibile, gentile, che si addormenta mentre ti parla o gli parli,poco uomo di casa ma straordinariamente altruista. Elisa, la nostra super mamma, sempre presente ovunque e con tutti, disponibile e instancabile anche con un pancione di sette mesi, con i suoi figli ma anche con i suoi coinquilini preti e volontari,una donna attenta e ‘caterpillar’ che non si riposa mai.
E’ sembrato di essere sempre stati con loro,di ‘averli vissuti’ tutti i giorni da quando sono partiti, di avere sempre e comunque quel rapporto vero e vivo che avevamo qui a Cernusco. Le nostre aspettative così nobili e articolate sono state così stravolte da una naturalezza e da una condivisione vera,semplice e incredibilmente normale.
Certo la loro vita è completamente diversa dalla nostra, molto più lenta, ritmata dai bisogni dell’uomo, che a volte ti fa così arrabbiare; non capisci come possano vivere alla giornata o addirittura all’ora, ma la famiglia Restelli è comunque italiana perciò non hanno stravolto le loro idee o le loro abitudini, si sono semplicemente adattati il più possibile per condividere con questo popolo i loro ritmi. E poi siamo noi troppo veloci,no?!?
Anche i bimbi Irene ed Emanuele sono davvero sereni,la loro vita scorre tranquilla e spensierata,possono vivere a contatto con la natura e parlano quasi perfettamente due lingue, con una disinvoltura invidiabile. Sono davvero bimbi meravigliosi, socievoli che sanno stare con tutti e hanno un gesto di affetto per tutti. Il Lele ,innamorato del suo ‘zio Fancy’ ,è un gran chiacchierone e inventa storie su personaggi immaginari invidiabili a qualsiasi scrittore di favole per bambini. Irene è dolcissima, oramai donnina di casa che aiuta la mamma in cucina,adora sistemare e bagnare il giardino ci ha aiutato ad andare in giro per la città parlando spagnolo per noi.
Durante il nostro viaggio in Bolivia siamo riusciti a vedere un pò di posti tipici e città in altopiani fino a mt. 4200 ma per lo più siamo stati in giro con Elisa e Daniele a vedere come procedono i loro progetti e a conoscere le situazioni difficili che vivono ogni giorno persone disabili,bimbi e famiglie intere in carcere in condizioni difficili,senza igiene e spazio vitale per vivere (compresi i bambini). Per questo motivo abbiamo dedicato del tempo durante il nostro viaggio a comprare prodotti artigianali boliviani da poter vendere qui in Italia tramite banchetti di beneficienza per raccogliere fondi per tutti i progetti che Elisa e Daniele sostengono, per ora abbiamo fatto banchetti a Cernusco sul Naviglio, Milano e Bollate ma presto ci troverete ancora in giro per i Paesi perché è troppo importante recuperare questi fondi soprattutto dopo aver visto in che condizioni vivono e quanto bisogno c’è di far partire e continuare progetti importanti per il sostegno soprattutto dei più deboli. Dedicare il nostro tempo anche da qui ci sembra importante.
Cosa portiamo a casa da questo viaggio? Sicuramente una serenità interiore di aver potuto viverci come amici e come persone, il fatto di aver riscoperto per l’ennesima volta che il volto di Dio è ovunque e che è l’Unico che può scaldarti il cuore e soprattutto che vogliamo che anche la nostra vita come famiglia viva all’insegna di questo volto,unico, che riesce a renderti la vita VERA e PIENA; quindi ci mettiamo in cammino come famiglia per capire cosa e come possiamo fare per vivere questo Amore.
Grazie Elisa,Daniele,Irene ed Emanuele perché siete una testimonianza vera e viva dell’Amore più straordinario, devastante, vero e gratuito che esista e ci avete ricaricato e aiutato a rimetterci in cammino.
(da Voce Amica gennaio 2012)
3 giorni di intensi preparativi, veglia di adorazione e questa mattina all’alba la partenza: 3o giovani in
cammino, 80 km. in 4 giorni per attraversare cittá e campo, aprire gli occhi sulla realtá che li circonda e sul proprio cuore e scoprire che il discepolo di Gesú é un po’ come un viandante che deve viaggiare leggero, 80 km. per scoprire cosa mi dice il Maestro, per conoscere i passi di chi prima di noi si é messo in cammino, per intuire l’essenza della nostra fede.
Con la “panza che avanza” a noi famiglia Restelli non resta che fare campo base e augurare “buona strada”!