Eccoci…

2011
11.06

… nel pieno di un intenso fine settimana: i cammini per famiglie con incontro e gita, le cresime e la testa ancora concentrata nel rintrecciare i fili lasciati liberi dalle vacanze italiane. Un rientro denso: progetti da proseguire, cammini pastorali da ridisegnare tra l’umiltá dell’ascolto e l’osare essere propositivi. Un rientro a tratti faticoso: voglia e senso di inutilitá, speranze e nostalgia… All’inizio di questa esperienza boliviana scrivevamo “… siamo grati a Dio di averci dato un sogno grande e degli amici altrettanto grandi con cui condividerlo e alimentarlo”, oggi che questo sogno é lavoro quotidiano, con le sue bellezze e le sue fatiche rinnoviamo il grazie a quel Maestro, collante di alleanze e amicizie che ci nutrono e sostengono: essere accompagnati da una presenza cosí bella come quella di Francesco, Michela e Giorgio in questi giorni di ripresa é davvero un dono per noi e per i bimbi, non é solo un pezzetto di casa che si sposta con te come il guscio di una chiocciola, ma la possibilitá di ridare un nome ai propri sogni e al proprio lavoro nella condivisione.

Infine, vista la tarda ora e la giornata che ci aspetta domani, lascio il link ad alcune pagine interessanti della rivista della fondazione Missio  “Popoli e Missione”  (numero di sett-ott pp. da 29 a 37), pagine che in questo rientro mi hanno aiutato a rileggere “sogni e lavoro” in una prospettiva piú ampia di Chiesa che ricorda i 50 anni dall’invio dei primi fidei donum.

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Ya pasó…

2011
10.24

Domani a quest’ora saremo sopra l’oceano, un volo diretto (o quasi!!) a Cochabamba. Che dire… questo mese ci é scivolato tra le dita, veloce e liquido tanto che quasi non abbiamo avuto il tempo per dargli la forma che avremmo voluto; volevamo dare piú spazio alle relazioni che contano, piú concretezza alla nostra casa… ma… ya pasó appunto!

Le valige stanno esplodendo, non so se le riusciremo a chiudere, come ogni volta che ci spostiamo sembreremo dei profughi che trasportano tutta la casa… nelle tasche delle valigie, preziosi tesori: i volti dei bimbi nati mentre non c’eravamo, i giochi di Irene ed Emanuele con gli amici ritrovati, i vizi dei nonni, le chiacchiere, gli sguardi e gli abbracci con gli amici di sempre, alleanze che ne la lontananza ne il tempo possono allentare, l’accoglienza della comunitá…

Un mese prezioso, le tante occasioni di racconto o testimonianza, intime e private o pubbliche ci hanno offerto la possibilitá di rileggere il nostro servizio, di guardarlo da lontano cogliendone il bello e il difficile, le aspirazioni della prima partenza e la concretezza dell’anno e mezzo vissuto. Grazie per averci ascoltato! Speriamo di non aver annoiato nessuno, ci stava a cuore dire la bellezza dell’esperienza in terra boliviana, un’esperienza non stra-ordinaria ma un’esperienza che trova la sua ordinarietá nel rispondere ad una chiamata come altre famiglie qui seppur con altre scelte e in altri contesti.

Questa sera peró mi trovo davvero ad invidiare quei missionari stra-ordinari che caratterizzano il nostro immaginario, quelli che si sentono a casa loro nella terra che li ha accolti e si struggono di nostalgia quando ne sono lontani… per me invece domani non sará solo un ritorno in Bolivia, ma una ripartenza con tutte le nostalgie del caso. Mi appassiona il servizio che vivo a Cochabamba, sono grata a quest’esperienza che mi provoca e arricchisce nell’incontro col fratello, felice dell’esperienza di vita comunitaria che mi educa; allo stesso tempo saluto con difficoltá questa Cernusco, questa Italia, le sue bellezze, il contesto privilegiato di relazioni e amicizie che offre a me e ai miei bimbi.

Ormai é ora… “cappelli e cappotti…” ma forse sarebbe meglio dire “sombreros y poleras” dato che ci attende l’estate, il cuore pieno di gratitudine, la testa seppur ancora un po’ confusa, piena di speranze e progetti per questo nuovo anno e mezzo… hasta luego!

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Incontriamoci2…

2011
10.17

Il nostro mese di vacanza volge al termine, é quasi ora di rifare le valige.

Per celebrare insieme la giornata missionaria e per salutarci SABATO 22 alle 18.30 ci sará una Messa in san Giuseppe Lavoratore (Cernusco s/N) e poi a seguire un aperitivo conviviale in oratorio Paolo VI, per motivi organizzativi si richiede di segnalare la presenza alla segreteria dell’oratorio (tel. 0292106989).

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incursioni..

2011
10.17

Argentina……ora imprecisata del mattino…( e’ da un po’ che non ci disturbiamo…..io ed il tempo…..non ho nulla addosso che mi ricordi di lui… !)….su un Flecha bus …destinazione Buenos Aires…. lentamente sulla via del ritorno …..cinque ore di ritardo dalla tabella di marcia, tra controlli in dogana e posti di blocco…..sonnecchiando, passo il tempo a contarmi le immagini ed i pensieri……. mi torna in mente una bandiera, da qualche parte nell’altipiano, con un filo rotto : avvolta su se stessa…in balia del vento lieve e di un sole fresco…..sbattuta e carezzata….ora affusolata, ora aperta completamente….con i suoi tre colori a danzare …e parlare di una terra….splendida ed arida…….di un cielo, brillante e vicino, terso e rarefatto…… di un popolo fiero, pacato e duro….. così si lascia guardare la Bolivia…. nel suo tutto e nel suo opposto: nell’ urlo di un tassista, che sfinisce la via con i suoi inviti e che a macchina piena, si ferma a caricare gratis persone nel portabagagli, fino a fermarsi per il pranzo, lasciando tutti ad aspettare in macchina…. nei pupazzi appesi agli alberi, nei taxi collettivi, nei lavori collettivi, negli autobus collettivi….. nelle minas, nel Calvario e nelle frotte di studenti festanti e mamme colorate e bombette e cappelli e grembiuli e trecce e semi per piccioni a Potosì……nel mercato de la “Cancha”: così grande, così tentacolare, eppure educata, composta…. nel carcere di Cochabamba: anarchico, caotico, completamente “fuori”, eppure organizzato, in qualche modo coordinato, vivo… nel timbro e nel’intensità della voce di tutti: bassa , controllata, sospirata…. nel fiume sbagliato da Sergio, diretto a battezzare una bimba che non c’è più…..in David, fissato per la musica americana anni 80, che dona ogni mattina foglie di coca alla Pachamama…. nel circo, con il suo entusiasmo, i suoi ragazzi, i suoi attrezzi, i monocicli e clave e trapezi e giocolieri ( il mio sogno nel cassetto dall’altra parte del mondo).…nella carrozzella del disabile, troppo difficile da spingere sullo sterrato delle strade, …nell’abbraccio stretto e tremante di una mamma che, dolce e gentile, si sfoga con il sottoscritto per la partenza del suo “amor”…….nella pazienza delle attese….nell’altura, che opprime le menti e dispensa leggerezza….nel deserto e ghiaccio e vapore e acqua calda e lagune colorate e fenicotteri tutti assieme…..nei bambini, nei sorrisi cortesi e nel tempo infinito : tutta una cozzaglia di elementi in equilibrio sul proprio…… disequilibrio……e poi succede che qualcuno ti apre la porta… ti guida pazientemente ad intravedere un mondo completamente diverso dal tuo……… fa bene all’anima sapere che c’e’ un posto dove esiste forte e vera, la voglia “semplice” del condividere……. grazie a Dio e…. al tarlo boliviano in Daniele, Elisa, Sergio, Vale , Ale e Piera e i bimbi e…tutto quel mondo intorno……tutto quel mondo dentro…….una bandiera avvolta su se stessa e con i suoi tre colori a danzare ……..come un piccolo arcobaleno…ma………. con un filo rotto.

Gianni

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INCONTRIAMOCI

2011
10.10

Giovedi 13 ottobre ore 21.00 presso la sala “-1″ del Cinema Teatro Agorà di Cernusco s/Nav, su invito della nostra comunitá pastorale Famiglia di Nazaret, della Caritas cittadina e del KemKogi, faremo un incontro/testimonianza raccontando il nostro servizio missionario a Chochabamba.  Vi aspettiamo!


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LA MEMORIA CORTA DI EVO… il primo Presidente indigeno che ha ampiamente utilizzato lo strumento delle marce , ora reprime gli indigeni in marcia per far valere i propri diritti!

2011
09.27

Qui in Italia ci arrivano (purtroppo non per merito della nostra stampa nazionale!!!) tristi notizie dalla Bolivia! Domenica c’é stata una brutta repressione dei partecipanti alla marcia indigena in difesa del TIPNIS da parte del governo Morales… con piacere peró riceviamo anche notizie che la Chiesa boliviana non é rimasta indifferenta a tale atto,  volentieri pubblichiamo il seguente comunicato del consiglio arcidiocesano dei laici di Cochabamba che fa eco a quello di alcuni vescovi e a quello della conferenza boliviana dei religiosi.

COMUNICADO DEL CONSEJO ARQUIDIOCESANO DE LAICOS (CAL) A LA OPINIÒN PÙBLICA:

Consternados por la represión que sufrieron los hermanos indígenas del TIPNIS, el día domingo 25 de septiembre, les expresamos nuestro apoyo en su lucha por defender la madre Naturaleza.

Como miembros de una Iglesia cercana, sentimos la obligación de manifestarnos ante la situación de los hermanos y hermanas marchistas.

Felicitamos la valentía que tienen por reclamar ante la destrucción de nuestra selva. Al respecto la Carta pastoral, titulada TIERRA, MADRE FECUNDA PARA TODOS, elaborada por la Conferencia Episcopal Boliviana el año 2000 afirma: “Los pueblos originarios de este continente nos enseñan a tener una mayor sensibilidad para reconocer el valor sagrado de la tierra. Lo hemos reafirmado nosotros mismos con fuerza en la IV Conferencia Episcopal Latinoamericana de Santo Domingo. Para ellos, la tierra… es vida, lugar sagrado, centro integrador de la vida de la comunidad. En ella viven y con ella conviven, a través de ella se sienten en comunión con sus antepasados y en armonía con Dios… Ella es la Madre Tierra, que alimenta a sus hijos, por eso hay que cuidarla, pedir permiso para sembrar y no maltratarla” (n. 172)”.

Repudiamos todo acto y tipo de violencia de cualquier sector. Por ello convocamos a jornadas de oración por el respeto a los derechos humanos, la libre expresión y la preservación de la democracia.

Nos adherimos también al comunicado de Mons. Oscar Aparicio (Secretario General de la Conferencia Episcopal Boliviana), Mons. Tito Solari (Arzobispo de Cochabamba) y Lic. Felipa Martínez (Presidenta del Consejo Boliviana de Laicos), quienes a nombre de la Iglesia Boliviana expresan preocupación, pidiendo serenidad y diálogo.

Como cristianos nos importa oír la voz del Espíritu Santo para que nuestros actos y opiniones sean expresión de nuestro compromiso con la vida y naturaleza.

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ITALIA!

2011
09.27

Eccoci qui! per la veritá é giá qualche giorno che siamo da questa parte dell’oceano ma (strano a credersi!!) non avendo la connessione internet in casa stiamo un po’ latitando dal blog! Ritornare a casa é davvero bello, riabbracciare familiari e amici, mangiare il gorgonzola (indovinate chi?), una pedalata sul lungo Naviglio con i bimbi, rinnovare i documenti in 5 ore… bello!!! Ultimamente pare che l’Italia la si apprezzi solo da lontano ma per il momento noi ce la stiamo godendo tutta… sará anche merito che col nuovo digitale terrestre, con cui non abbiamo ancora familiarizzato, non riusciamo a vedere nessun TG???

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Piccoli semi… che germogliano lentamente

2011
09.16

Questa settimana, giusto prima di rientrare in Italia, ho ricevuto un bel regalo “professionale”. Di quelli che aprono alla speranza e che ti fanno venire voglia di continuare a lavorare e seminare…

A gennaio scorso, all’inizio dell’anno lavorativo, in uno dei centri di riabilitazione con cui collaboro, avevo tenuto un corso di formazione per il personale, l’argomento era la “Stimolazione Basale” ovvero come pensare attivitá, tempi, abienti in funzione del ragazzi disabili gravi in modo da porli in condizioni ottimali per entrare in relazione con se stessi, con l’ambiente,e gli altri. Vuoto… per mesi mi sono chiesta quale fosse stato il ritorno del corso, ho provato a comprare qualche oggetto per suggerire alcune innovazioni… nulla… ormai ero convinta che tutto fosse caduto nel dimenticatoio delle cose inutili.. un altro fallimento nell’inseguire le mie prioritá senza capire realmente i bisogni. E poi una sorpresa… approfittando dell’arrivo di alcuni volontari le fisioterapiste e le educatrici si sono fatte aiutare per sistemare una stanza di lavoro ed ecco il risultato:

bambini che non fissano il vuoto ma hanno a disposizione un ambiente significativo… o perlomeno un’idea simile! Amache, culle con materiali per la stimolazione corporea… e le colleghe che ringraziano per il corso e i suggerimenti dicendo “con calma ma ce l’abbiamo fatta!!” Che bello!

Nella mia occidentalissima tabella di marcia manca la gestione piú ordinata e scandita del tempo (apertura e chiusura della giornata, ora di pranzo e attivitá di gioco ritmate e che facilitino nei ragazzi la possibilitá di orientarsi nella giornata) … ho perfino regalato una campana da muro per segnalare l’ora del refettorio… ma sempre piú mi sto convincendo che questa cosa sia troppo lontana dalla fluiditá del tempo boliviana.. Mancherebbe anche, piú importante, la parte di comunicazione verbale, e non, di tutto il personale ausiliario (cuoche, infermiere..) per stimolare la comunicazione e l’autostima nei ragazzi… ma se il semino piano piano é germogliato magari fisioterapiste ed educatrici che hanno colto il messaggio possono “contagiare” il resto delle colleghe… ojalá!

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Los niños en la Cancha

2011
09.06

Ieri avevo un po’ di commissioni e acquisti da fare e cosí ho passato il pomeriggio in cancha. Cos’é la cancha? é il mercato all’aperto piú grande di tutto il sudamerica, quello che tutti i turisti appena arrivano ti chiedono “mi porti in cancha?” Bancarelle e casette che si susseguono all’aperto al chiuso, dove puoi trovare di tutto: vestiti, cancelleria, scarpe, cibo, piante, pesticidi, giocattoli, computer (sí anche quelli al mercato!) cose rubate e cose nuovissime!

La cancha peró é anche il termine che si usa per il campo da calcio, quello in cui devi giocartela per fare goal e  per vincere.

Mentre passeggiavo per le viuzze in cerca dei miei acquisti, ho incontrato moltissimi bimbetti che se ne stavano lí con le loro mamme a vendere: chi fa i compiti, chi piange, chi mangia infinitá di dolci per non fare capricci, chi dorme infagottato in un aguayo, chi guarda la tele… l’associazione tra i due significati mi faceva pensare: davvero i bimbi che passano le loro giornate tra le bancarelle della cancha devono giocarsele bene le loro possibilitá per crescere e non é un gioco da ragazzi riuscirci… provate a pensare cosa vuol dire fare i compiti in mezzo al caos di un mercato, o litigarsi l’attenzione della mamma tra un cliente e l’altro. Una cancha (mercato) che ruba la possibilitá di giocare in un altra cancha (canchita é il parco giochi) all’aperto, con un pallone o uno scivolo…

E ieri pensavo anche ad una suora magnifica (la Rosmy per tutti noi, e spero non me ne voglia per averla citata ma per me é uno dei piú begli esempi di vita cristiana), belga, in Bolivia da almeno 30 anni… piccola sorella che nella vita ha girato le canche di mezzo paese facendo di tutto: pelatrice di patate, facchino, venditrice di carta da giornale, lavori umilissimi per condividere la vita di quanti vivono in questi mercati disumanizzanti, per restituire un sorriso e una buona parola che la violenza e la frenesia tra le bancarelle spesso si rubano con il borsellino dei turisti.

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TIPNIS: un governo indigenista in scontro aperto con le popolazioni indigene!

2011
09.06

In questi giorni l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica in Bolivia é tutta concentrata sull’affair “TIPNIS”. Questa sigla indica il “territorio indigeno parco nazionale Isiboro Securé” che dovrebbe essere attraversato da una nuova strada ad alto traffico per unire la zona orientale del Paese a Cochabamba e quindi alla zona andina. Gli indigeni abitanti questo territorio protestano adducendo temi ambientalisti e indicando il rischio che la strada porti con sé nuove conurbazioni, nuova “colonizzazione” delle loro terre da parte dei cocaleros minacciando cosí la loro peculiare organizzazione sociale. Il Governo, da parte sua, indica nella strada una via essenziale per la crescita commerciale ed economica del Paese e per la sua reale unificazione dato che dimezzerebbe i tempi di percorrenza tra le due regioni e aggiungendo che il momento é quello opportuno perché si potrebbe beneficiare di un prestito a bassissimo interesse da parte brasiliana. Quel che é certo é che alcuni pezzi di strada non hanno un piano di studio di fattibilitá reale, che si é scavalcato il diritto costituzionale della popolazioni indigene di essere preventivamente informate e consultate, che la strada in cui si innesterebbe la nuova é giá quasi al collasso di traffico e in condizioni di dissesto geologico e plausibilmente non potrebbe reggere un aumento del transito pesante…

Dal 15 di agosto le organizzazioni indigene delle terre basse si sono messe in marcia verso La Paz per dimostrare il loro dissenso e suscitare l’attenzione dell’opinione pubblica ma il Governo non sembra avere nessuna intenzione di rinegoziare il tracciato.

Nella difficoltá di avere una chiara presa di posizione ci restano alcune perplessitá: Ma morales non doveva essere il presidente degli indigeni? e non ha fortemente voluto questa nuova costituzione a cui ora si sta sottraendo? In un  paese dove manca ancora una mutua per tutti e l’istruzione presenta difficoltá gigantesche, é lecito fare investimenti per queste mega infrastrutture? É etico trascinare in marcia di protesta bambini e donne in cinta per aumentare la tensione e richiamare l’opinione pubblica?

Lascio un link di un sito (http://www.isiborosecure.com/) per saperne di piú con l’indicazione che é sicuramente molto schierato contro la strada.

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