… e i bambini sono felici come piccole “Haidi”
Archive for luglio, 2011
3,2,1…partenza
07.27
Lentamente, ma ormai non troppo dato i ritmi serrati con cui stiamo lavorando dall’arrivo di Claudio, il tecnico ortopedico che ci sta aiutando, inizia a prendere forma il progetto 
Ricerca sul mercato dei materiali adatti, prove, ed infine l’inizio dei corsi. Ieri infatti abbiamo avuto la prima lezione con “gli aspiranti” costruttori di sedie a rotelle: 7 persone che con passione hanno scelto di condividere con noi il percorso formativo. Sabato inizieremo la formazione per i fisioterapisti (16 piú o meno) da tutti i centri di riabilitazione principali della provincia di cochabamba… un buon inizio per far sí che il laboratorio non sia solamente un centro di produzione ma un imput per creare un servizio di somministrazione di carrozzine completo (prescrizione, produzione, follow-up…) e in rete con i servizi riabilitativi della zona!
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la meraviglia dell’incontro!
07.21
Da poche ore sono partiti gli amici del gruppo bergamo, non ancora tutti a dire il vero, e davvero si é respirata aria di festa in questi giorni. Infatti la
visita del nostro Vicario Generale, Mons. Davide Pelucchi, con don Giambattista e Massimiliano ha dato la possibilitá di convocare ancora una volta la riunione di tutti i missionari fidei domun della Diocesi di Bergamo che lavorano in Bolivia, e questa volta la risposta é stata davvero grande… praticamente tutti si sono radunati qui a Condebamba per condividere l’apertura dei 50 anni di missione diocesana in Bolivia. E’ stata l’occasione per leggere i cambiamenti di questa terra e di questa Chiesa che ci accoglie e guardare alla Chiesa che ci invia.
Figure importanti di missionari e uomini di fede hanno intrecciato le loro vite con la storia di questi 50 anni; nella semplicitá ci siamo ritrovati per ridirci le bellezze e le fatiche di questi anni, bellezze e fatiche che, bello ascoltarlo per noi “missionari in erba” al confronto di presenze trentennali, accompagnano il servizio di tutti e di ciascuno. Raccolgliamo come dono prezioso di questi giorni una riflessione emersa dalla condivisione e illuminata dal contributo di Mons. Davide: la missione come grazia esigente. L’esperienza missionaria “scarnifica” ovvero “strappa da addosso” il superfluo e avolte anche ció che siamo abituati a considerare necessario: la facilitá dei mezzi e delle relazioni, la logica, la stima e comprensione dei vicini… si viene messi a nudo, ma Dio arricchisce togliendo. E allora uno dei regali dell’esperienza missionaria é quello che non possiamo spegnerci ma anzi continuamente siamo spinti a lavorare su noi stessi, a lasciarci interrogare dal vivere in mezzo alle contraddizioni, dal sentirsi stranieri, consci del ruolo che giochiamo agli occhi delle persone con cui lavoriamo. Un regalo prezioso che ci spinge a non fermarci alla lettura della realtá, che a volte per il suo essere dura ti corrode dentro, ma a cercare e tenere fisso lo sguardo sulla Meraviglia che é Dio Padre, scoprire e credere nella Sua presenza “nonostante”, lasciarsi stupire e conquistare dalla meraviglia del Suo Amore. Una Meraviglia che é il motore di desideri, relazioni, libertá… di missione… ecco quindi che l’esperienza missionaria trova il suo fine: contagiare la Meraviglia!
Con questo spirito, con questo motore speriamo poter vivere le sfide che ci attendono, felici di saperci accompagnati dalla nostra Chiesa che, ci permettiamo di dire, un po’ come una mamma nonostante la lontananza non diminuisce affetto e cure.
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…dai nonni…
07.12
Sono le 9,15 del 4 luglio c.a. ed inizia il ns. volo di ritorno da Cochabamba a cernusco s/nav.
Il ns. animo è in subbuglio e rivanga in continuazione i bei momenti trascorsi coi ns. cari e con padre Sergio, Piera e Valentina ( 2 volontarie della caritas )
Ci passano velocemente davanti, come in un film, Daniele coi suoi molteplici impegni, Elisa intenta ad alleviare le sofferenze dei diversamente abili, padre Sergio inesauribile motore della parrocchia di Condebamba e non solo, le ragazze coi loro impegni in parrocchia e fuori e poi, e qui l’emozione prende inevitabilmente il sopravvento, Irene ed Emanuele.
Abbiamo trascorso un mese a Cochabamba e non è poco, ma ci è volato tra una visita a La Paz, una puntata nel Chapare, un breve fine settimana a Tarijca, alcuni giorni a Sucre con una puntata a Potosi, ma specialmente tanto e tanto tempo a coccolare i ns. nipotini.
Grazie ad Elisa, Daniele e padre Sergio, abbiamo avuto modo di conoscere uno spaccato della complessa umanità della Bolivia, un paese talmente lontano da noi e dalla ns. mentalità da sembrarci a volte incomprensibile. Solo il confronto, a tavola o durante una pausa nelle giornate, a volte un po’ concitate, con chi di volta in volta era presente in “casa” ci ha aiutati a capire qualcosa del mondo andino, sonnacchioso e comunque vivo e pulsante. Abbiamo visitato il caotico e grandissimo mercato della Cancha dove le contrattazioni sono continue ed “ obbligatorie “, ma mai scomposte. Abbiamo imparato ad essere un po’ cronisti , ma mai giudici.
Comunque non possiamo non rimarcare l’accoglienza calorosa e spontanea, al di la di quella riservataci dai ns. cari e specialmente da Irene ed Emanuele, che abbiamo ricevuto nella casa di Condebamba che ci ha fatti sentire immediatamente a ns. agio.
Abbiamo tentato di fare, per noi, un resoconto di questa ns. esperienza boliviana rendendoci subito conto che cercare di capire usi, costumi e tradizioni di un popolo in un così breve lasso di tempo non è stato possibile.
Ci rimane solo il rammarico che tutto sia finito così “ rapidamente “ ma è certo che abbiamo portato nei ns. cuori un mare di piacevoli emozioni.
Grazie a voi tutti e……….arrivederci al più presto.
Mariangela e Gabriele




