… l’avevamo sempre saputo che prima o poi sarebbe successo.
Non si è mai preparati abbastanza ad un evento di questo genere: anche se cerchi di condividere la gioia per un sogno che si realizza, anche se sei addirittura orgoglioso per la scelta di vita che si va compiendo, il sentimento che prevale su tutti in quel momento è la tristezza; la tristezza per il distacco dalle persone che ami e dalle quali non ti vorresti mai separare, da Elisa e Daniele e, soprattutto (non ce ne vogliano la Eli e il Dani) da Irene ed Emanuele che riempivano di gioia la nostra casa.
Averli potuti riabbracciare e coccolare durante le recenti festività natalizie è stato un dono grandissimo che portiamo ogni giorno con noi nel nostro cuore.


Dobbiamo allora dire grazie alla composita famiglia che ci ha accolto, ci ha fatto sentire a casa e partecipe della sua quotidianità: a Padre Eugenio (nonno onoris causa) che nella molteplicità dei suoi impegni ci surroga nel ruolo vacante; a Padre Sergio attivo in moto perpetuo con i giovani della Parrocchia (che bello!); alla zia Ale che con Miki è sempre disponibile con i bimbi; a Padre Jean-Claude che ha condiviso con noi l’ospitalità della casa.
Il periodo trascorso in Bolivia è stato breve. Non possiamo certo dire di averla conosciuta, né di aver conosciuto i boliviani. Quella che si coglie in una città come Cochabamba è la sensazione di una società piena di contraddizioni nella quale convivono la ricerca di uno sviluppo sociale che fatica ad affermarsi, una precarietà diffusa e condizioni di povertà e degrado.
In questo contesto il lavoro dei sacerdoti, le attività di promozione delle suore, l’opera dei volontari laici in ambito sanitario, assistenziale e scolastico ci sono parsi imprescindili per la crescita di una nuova consapevolezza sociale e per rispondere ai bisogni quotidiani.
Abbiamo avuto la fortuna di conoscere persone che, senza nulla chiedere, offrono se stesse affrontando anche le difficoltà che la burocrazia frappone loro. Ne citiamo ad esempio una per tutte, certi di non far torto a nessuno: il dott. Gamba (i frequentatori del sito avranno già avuto modo di conoscerlo) con il suo ospedale offre assistenza a chi si presenta ogni giorno alla sua porta in cerca di aiuto.
A tutta questa grande famiglia va il nostro ringraziamento e la nostra ammirazione per tutto quello che fanno ed un ulteriore grazie per averci accolto con simpatia e grande disponibilità.
I nonni Orcesina e Giuseppe
