Archive for gennaio, 2011

Un anno fa la partenza…


2011
01.19

… l’avevamo sempre saputo che prima o poi sarebbe successo.
Non si è mai preparati abbastanza ad un evento di questo genere: anche se cerchi di condividere la gioia per un sogno che si realizza, anche se sei addirittura orgoglioso per la scelta di vita che si va compiendo, il sentimento che prevale su tutti in quel momento è la tristezza; la tristezza per il distacco dalle persone che ami e dalle quali non ti vorresti mai separare, da Elisa e Daniele e, soprattutto (non ce ne vogliano la Eli e il Dani) da Irene ed Emanuele che riempivano di gioia la nostra casa.

Averli potuti riabbracciare e coccolare durante le recenti festività natalizie è stato un dono grandissimo che portiamo ogni giorno con noi nel nostro cuore. 

Dobbiamo allora dire grazie alla composita famiglia che ci ha accolto, ci ha fatto sentire a casa e partecipe della sua quotidianità: a Padre Eugenio (nonno onoris causa) che nella molteplicità dei suoi impegni ci surroga nel ruolo vacante; a Padre Sergio attivo in moto perpetuo con i giovani della Parrocchia (che bello!); alla zia Ale che con Miki è sempre disponibile con i bimbi; a Padre Jean-Claude che ha condiviso con noi l’ospitalità della casa.
Il periodo trascorso in Bolivia è stato breve. Non possiamo certo dire di averla conosciuta, né di aver conosciuto i boliviani. Quella che si coglie in una città come Cochabamba è la sensazione di una società piena di contraddizioni nella quale convivono la ricerca di uno sviluppo sociale che fatica ad affermarsi, una precarietà diffusa e condizioni di povertà e degrado.
In questo contesto il lavoro dei sacerdoti, le attività di promozione delle suore, l’opera dei volontari laici in ambito sanitario, assistenziale e scolastico ci sono parsi imprescindili per la crescita di una nuova consapevolezza sociale e per rispondere ai bisogni quotidiani.
Abbiamo avuto la fortuna di conoscere persone che, senza nulla chiedere, offrono se stesse affrontando anche le difficoltà che la burocrazia frappone loro. Ne citiamo ad esempio una per tutte, certi di non far torto a nessuno: il dott. Gamba (i frequentatori del sito avranno già avuto modo di conoscerlo) con il suo ospedale offre assistenza a chi si presenta ogni giorno alla sua porta in cerca di aiuto.
A tutta questa grande famiglia va il nostro ringraziamento e la nostra ammirazione per tutto quello che fanno ed un ulteriore grazie per averci accolto con simpatia e grande disponibilità.
I nonni Orcesina e Giuseppe

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come bolle di sapone


2011
01.14

é giá passata una settimana dalla partenza dei nonni, “vacanze” natalizie alle spalle riprende forma la quotidianitá di casa! Giá, ma quale é la forma di questa quotidianitá? Via i nonni é arrivato un nuovo prete, Don Giuseppe, che vivrá con noi per un po’, poi arriveranno visite, poi… la forma di questa comunitá é un po’ quella delle bolle di sapone, a volte due si incontrano e… paf, se ne forma una piú grande e poi paf… ecco ancora che si dividono. Questo cambio di forma, che all’inizio ci spaventava un po’, ci sta piacendo… ogni dimensione della bolla ha un raggio di curvatura differente e un po’ come nelle lenti ti permette di vedere la realtá con profonditá e nitidezza ogni volta diverse.

Qualche giorno fa la bolla era davvero grande: siamo stati al campo estivo con i ragazzi della parrocchia. Una 60 di persone nel deserto con Mosé (a qualcuno dice qualcosa?)… che strano rivivere un percorso cosí con altre persone, dentro un altra cultura, leggere la storia da un’altra prospettiva e vedere quali significati ti puó ancora regalare. Bello vedere come questa grande bolla non é poi mica tanto fragile, anzi, le relazioni che mano a mano stiamo costruendo iniziando ad essere piú solide, concrete… i ragazzi sanno che ci siamo, che possono contare su di noi, chiedono; Irene ed Emanuele sono stati felici di avere tanti “zii” che li hanno curati e viziati. Questa maggiore vicinanza peró mi ha fatto riflettere su quanta strada ancora mi manca per entrare davvero in questa cultura, quanto sia ancora la strada che devo percorrere  per comprendere davvero la realtá che mi circonda.

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solo in bolivia!


2011
01.01

stavamo aspettando la mezzanotte tutti insieme in casa quando arriva una telefonata di amici: “Evo ha ritirato il gasolinazo!”… il primo pensiero é ” ma é capodanno non il primo di aprile!!”… e invece é proprio vero, accendiamo la tele e c’é Evo che spiega che il provvedimento é talmente buono che per proteggerlo ha deciso di ritirarlo (?). La realtá é che lo zoccolo duro del suo elettorato, i cocaleros, in una riunione a porte chiuse gli ha fatto capire che non sono disposti a seguirlo su questa strada… decreto fatto…decreto ritirato!

In casa si brinda tra la felicitá di sapere molte famiglie piú serene  e lo sconcerto di vedere un governo che improvvisa! un “brindis” a questa strana Bolivia e a tutti voi! Buon anno!

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