…eccoci qui, ci siamo un po’ distratti dal sito ma ci stiamo godendo i nonni e la pigra vita delle feste natalizie! In realtá anche se con i tempi piú rilassati i lavori proseguono soprattutto quelli di allestimento del laboratorio per le sedie a rotelle.
Natale é arrivato , Messa tutti insieme, cioccolatata e balli sul sagrato, i regali e l’immancabile panettone dall’Italia… un giro di telefonate e visite tra i volontari italiani… un po’ la nuova famiglia da questa parte del mondo…
Sotto l’albero peró i boliviani hanno trovato un amaro regalo: “gasolinazo” cosí chiamano l’aumento 
improvviso dell’80% del costo della benzina e del diesel deciso dal governo. La manovra ufficialmente decretata per livellare il prezzo della benzina con i paesi limitrofi ed evitare il contrabbando, molto piú probabilmente necessaria per sanare la situazione della compagnia petrolifera di stato ormai in difficoltá (é possibile che una compagnia petrolifera, che detta le leggi nel proprio mercato, faccia fatica a tirare avanti?!), sta trascinando al rialzo tutti i prezzi, dal trasporto pubblico (+30% ufficiale ma in strada si arriva anche al +100%) a quelli dei generi di prima necessitá. In cittá non si trova piú zucchero, un po’ perchè la gente sta facendo scorta ma soprattutto perchè alcuni grossisti stanno stipando i magazzini per speculare in questo momento di difficoltèa. Le banche sono prese d’assedio da cittadini che hanno paura di un crollo stile Argentina, da ieri sono iniziate marce, bloqueos e scioperi un po’ in tutte le cittá. Per mantenere il controllo il governo promette aumenti salariali del 20% (solo a polizia e militari, insegnanti e lavoratori sanitari…), al di lá del fatto che probabilmente tale aumento non riuscirá a coprire il caro vita e al dipendente medio si prospettano tempi duri; immaginate le piccole imprese che oltre a dover assorbire nei preventivi 2011 l’innalzamento dei costi devono anche coprire l’innalzamento salariale per i dipendenti…. si pevedono chiusure, licenziamenti e sicuramente poco sviluppo del tessuto produttivo. Ancor piú penosa la situazione di tutte le istituzioni sociali (orfanatrofi, asili, centri per disabili…), che per oltre l’80% sono della Chiesa, che non sanno se saranno in grado di mantenere tutti i dipendenti e allo stesso tempo continuare a comprare tutto ciò di cui hanno bisogno i loro assistiti.
Oggi “paro general” e marcia di protesta anche in Cochabamba, seppur questo stia rovinando i piani di visite e vacanze con i nonni siamo felice di vedere che la societá civile dopo 3 giorni ha deciso di far sentire la sua voce smascherando questa politica di un Evo sempre piú allo sbando. A nostro parere la risposta della gente è ancora troppo timida, e soprattutto è un po’ triste vedere che non c’è un’unità d’intenti ma ciascuno sta cercando di chiedere quanto più possibile per la propria categoria. D’altra parte il Governo aveva di sicuro calcolato anche questo: riforma dell’istruzione durante le vacanze estive e gasolinazo tra Natale e Capodanno, quando tutti sono presi dalla frenesia delle feste e perciò un po’ più lenti a reagire.





