Archive for agosto, 2010

pellegrinaggio alla “Virgen de Urkupiña”


2010
08.28

Ogni anno, nel fine settimana a cavallo di ferragosto, a Quillacollo (13 Km da Cochabamba) si tiene una delle feste religiose più sentite della valle di Cochabamba e dell’intera Bolivia: la Fiesta de la Virgen de Urkupiña. Da tutta Bolivia, e da molte comunitá di migranti nel mondo, i pellegrini si riversano in questa cittadina portando sogni e speranze per l’anno che seguirá.

Durante il venerdì ed il sabato si svolgono le “entradas”, ovvero l’ingresso nel paese di migliaia di ballerini che in abiti tradizionali ballano in onore della Virgen. La domenica é giorno di fiera e festa in paese ma é nella notte  il culmine della festa con il pellegrinaggio a piedi da Cochabamba verso il Santuario e poi al “Calvario”, collina poco distante da Quillacollo, dove secondo la tradizione la Madonna sarebbe apparsa più volte ad una pastorella.

Migliaia di persone camminano, giovani e meno, bimbi piccoli nei passeggini per arrivare alla prima Messa della mattina alle 5 davanti al Santuario. Nella notte lungo la strada si mangia, si dorme, si chiacchiera… un fiume di umanitá che a suo modo si avvicina alla Madonna per chiedere delle grazie. In quest’occasione si può vedere chiaramente la mescolanza di elementi religiosi, culturali, folkloristici, il sincretismo fra religione cattolica e credenze tradizionali é piú che mai evidente. Dopo la Messa infatti la gente, dalle tante bancarelle poste lungo il percorso che porta in cima alla collina, compra vari oggetti in miniatura (alasitas) che rappresentano le loro richieste, arrivati al Calvario le fanno benedire e poi le offrono con un rito andino affinché la “pacha mama” con la Virgen accetti la loro devozione e li aiuti a realizzare i propri desideri. Accanto alla Chiesa infatti ci sono tantissimi  yatiri (i loro”sacerdoti”)  che secondo il rito della chaia cospargono di birra o alcool le salasitas e le bruciano . Sulle bancarelle si vende di tutto in miniatura, dai passaporti per chi sogna di emigrare alle case, negozi, diplomi, soldi falsi… ogni aspetto della vita puó essere affidato alla Virgen. A fine giornata é tradizione rompere a suon di martellate pezzi di roccia della collina e portarle a casa, l’anno successivo le persone ritornano nel medesimo posto per ringraziare ed eventualmente rinnovare le loro domande, riportando alla collina le pietre dell’anno precedente.

Con la gente della nostra parrocchia e i nostri ospiti anche noi nella notte ci siamo messi in cammino con questo popolo, un po’ piú per curiositá che per devozione ad essere sinceri. E’ stata un’esperienza bella, coinvolgente anche se faticosa e che a volte ci ha lasciati un poco perplessi di fronte alla commistione tra sacro-tradizionale-superstizioso… Ci piace peró credere che la Virgen accoglierá le speranze e i sogni e che il suo esempio di donna e madre forte nella fede possa guidare il ritorno dal calvario di quanti nella notte hanno camminato verso Quillacollo.

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…come a casa… un po’ in piú!


2010
08.18

É un po’ di tempo che non aggiorniamo il blog, due sono i  motivi, entrambi belli: sono arrivati a trovarci lo zio Massi e la zia Sere con Tommaso e in questi 20 giorni la casa si é riempita con molte visite!

Che emozione ritrovarsi dopo 6 mesi, vedere il nipotino cresciuto, scoprire nella relazione che per i nostri bimbi é come se non si fossero mai salutati. L’affetto che ci lega, aiutato dalla tecnologia, é davvero piú grande di quell’oceano che c’é in mezzo!

Agli zii abbiamo fatto subito il battesimo di Bolivia… avevamo programmato 4 fantastici giorni di turismo in una delle zone culturalmente piú interessanti del Paese, ovvero le Chiquitanie, ma causa festivitá locale, bloqueo e la classica disorganizzazione boliviana, non sono stati proprio rilassanti. Tre giorni inseguendo il mezzo piú pratico per spostarsi e comunque tre giorni di spostamenti lunghi e scomodi. Il tutto non ci ha impedito di restare affascinati dall’arte e dalla natura di questa zona… e per fortuna i bimbi avevano cosí tanta voglia di ritrovarsi e giocare che non si sono arresi neppure sul taxi piú stretto!

Strano al ritorno a Cochabamba, sentirsi a casa… una casa piena di persone: volontari, seminaristi, amici in visita, chi ha perso il volo e ha bisogno di un appoggio. Una casa viva, a volte faticosa (…per chi un po’ conosce Elisa), ma bella. Bello incontrare tante storie di persone curiose, generose, bello dover spiegare la propria presenza rimotivandosi. Cucinare per 15 e trovarsi in 20 e condividere cene ricche di chiacchiere, scherzi e riflessioni! Stingersi in cappellina per ridirci il centro di questa comunitá ed esperienza.

Un agosto intenso quindi… e ancora manca il racconto del bel pellegrinaggio ad Urkupiña la notte dopo ferragosto… ma a questo dedicheremo il prossimo pisolino di Irene!

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