..anche se non abbiamo ancora iniziato a lavorare ci stiamo inserendo piano piano nella comunità…come promesso ecco qualche nota sparsa della settimana scorsa.
Domenica alla S. Messa della 10.30 don Sergio ci ha presentati ufficialmente come famiglia residente in parrocchia e lunedì sera abbiamo partecipato al consiglio pastorale, una bella occasione per iniziare ad incontrare la comunità, i suoi volti e il suo stile.
Nel pomeriggio gita dei milanesi in casa bergamasca al Cristo della Concordia,
statua di 33 metri ed un pochino (come l’età di Cristo) sita su una collina da cui si gode di una bella vista di Cochabamba dall’alto.
Nella giornata di lunedì, assieme a don Sergio,e ad Oscar, un seminarista boliviano, siamo stati a fare visita alla comunità di Pongo: viaggio di 2 ore abbondanti per salire a 4000 m (abbiamo appurato che i nostri bimbi reggono l’altitudine), bellissimo pano
rama andino fuori dal finestrino (purtroppo appannato dalla pioggia) e quattro chiacchiere interessanti con Oscar su vari aspetti della vita quotidiana in Bolivia. Quello che più ci ha colpiti e che sicuramente vale la pena riportare è che durante i primi anni di seminario Oscar e i suoi compagni lavoravano alcuni giorni la settimana in miniera per mantenersi…
Arrivati a Pongo abbiamo trovato ad accoglierci altri seminaristi che, al termine degli studi, stanno compiendo il loro anno pastorale a fianco di padre Crispin, un ometto rotondo con impresso nello sguardo l’amore e la dedizione per ciascuna delle persone che popolano le 122 comunità sparse per le Ande e di cui lui è parroco.
Un progetto molto interessante che padre Crispin sta portando avanti con l’aiuto di don Sergio e altri collaboratori è un centro per l’educazione alternativa. Per migliorare le condizioni di vita delle persone che vivono talvolta a molte ore di strada sterrata e poi di cammino da Pongo, sono stati organizzati corsi di agrozootecnia, falegnameria, taglio e cucito e altre materie curricolari con la formula di moduli residenziali: una/due settimane al mese gli studenti, tra cui molti adulti, arrivano dalle loro comunità e frequentano i corsi, avendo il resto del mese “libero” per lavorare i campi e dedicarsi alle loro attività nel loro villaggio. Amici del Kem Kogi, stiamo valutando se questo può essere un buon progetto da sostenere!!
Nella serata di mart
edì sono arrivati in parrocchia Antonio e Don Antonio dell’ufficio missionario di Milano. Una visita che ci ha fatto molto piacere segno di amicizia, di un’attenzione che anche la Chiesa di Milano ci sta dedicando, e ancor più segno che siamo tutti operai di una stessa vigna: la Sua, un Padrone che non bada a confini e distanze!.
Con loro mercoledì abbiamo assistito ad un evento molto importante, di quelli che potrebbero portare una grande cambiamento nel paese: la prima donazione di sangue organizzata dall’Associazione Boliviana Donatori di Sangue. L’associazione, promossa dalla Chiesa e sovvenzionata dall’Avis Veneto, ha l’ambizioso obiettivo di rendere disponibile il sangue gratuitamente in tutti gli ospedali del paese poiché a tutt’oggi in Bolivia quando si ha necessità di una trasfusione, oltre a pagare (non esiste una copertura sanitaria universale) occorre portare in ospedale due donatori.
Elisa inoltre in questi giorni ha iniziato ad entrare in ospedale per accompagnare un malato, nei centri di riabilitazione vicino a casa… è complesso spiegare: c’è spesso personale competente, strutture di discreto livello… purtroppo, come dicevamo, curarsi ha un costo, la povertà materiale e a volte l’ignoranza non consentono un precoce accesso alle cure… e così ci si trova condividere con le persone tratti di vita segnati dal dolore: di recente è morto nell’ora di educazione fisica un ragazzo di 15 anni per infarto probabilmente causato da una malattia cardiaca non curata, stiamo seguendo la vicenda di un bimbo con un brutto tumore al cervello… Queste storie entrano nella nostra casa, vivendo col parroco è abbastanza naturale, ma il lasciarci coinvolgere ci interroga, liberati dalle incombenze della vita ordinaria abbiamo la possibilità e il dono di vivere questa piccola esperienza di prossimità e carità e questo ci piace.
