Archive for gennaio, 2010

ancora in vacanza!


2010
01.28

 

27 gennaio, giornata della memoria anche qui.. non in Bolivia dove pare non esserci molta attenzione sul tema ma almeno in casa ci abbiamo provato con un momento di preghiera alla mattina e, se non crolliamo dal sonno, un film insieme fra poco quando rientreranno i preti dalle loro attività.

Già che siamo in tema riportiamo due note sulla nostra quotidianità ancora vacanziera (… la eli inizia a friggere…): sveglia intorno alle 7.30, lunga colazione più o meno in condivisione con gli altri abitanti della casa e preghiera in cappellina per affidare la giornata; poi ognuno parte per le sue attività e ci si ritrova alle 12.30 per pranzo e 4 chiacchiere. Al pomeriggio di nuovo ognuno alle sue attività. Noi famiglia restelli ceniamo verso le 19.30 con chi è già rientrato, altrimenti ci si ritrova dopo cena per chiudere la giornata. Normalmente saremmo in 8: noi, padre Sergio, il parroco, padre Eugenio e due ragazzi in servizio civile Alessandra e Matteo, ma spesso abbiamo ospiti e amici che si uniscono alla vita di casa. In questo periodo per esempio ci sono alcuni signori di un’associazione di Bergamo che si stanno occupando di alcuni lavori di manutenzione nelle comunità sulle Ande.

Altra nota di vita quotidiana: sono iniziati i lavori per sistemare la nostra casa!

Nel fine settimana abbiamo fatto un giro in centro e oggi prima gita fuori Cochabamba, siamo andati a visitare un’azienda agricola e una scuola di agrozootecnia che fanno capo all’opera della “Ciudad del Niño”, istituto legato alla diocesi di Bergamo, che ospita orfani.

Ci sentiamo ancora un po’ estranei a questa comunità che pure ci accoglie con gioia e interesse ma sicuramente nonostante l’oceano di mezzo sentiamo che il legame con la nostra comunità di origine, con voi amici è veramente forte: grazie per la vicinanza che ci mostrate fatta di mail e messaggi che accompagnano le nostre giornate!

Inizia il film.. ciao!!!

eccoci qui…


2010
01.22

…ancora un po’ anestetizzati dal fuso e dalle mille realtà… o forse dalla consapevolezza che questa volta non dobbiamo capire, vedere, respirare tutto subito perché avremo tempo, non è una vacanza, sarà la nostra vita per i prossimi due anni.
Abbiamo trovato una casa accogliente e persone che ci aiutano a prendere il tempo necessario perché la nostra famiglia possa entrare con serenità in questa nuova comunità. Ci sentiamo quasi in vacanza: tempo per noi, per i nostri bimbi, qualche giro per la città ed il quartiere.. nada mas! Nel fine settimana dovrebbe rientrare dalle vacanze con i chirichetti il nostro parroco e con lui e gli altri referenti proveremo a pianificare i prossimi passi.
Quel che più ci stupisce è la naturalezza con cui fino ad ora Irene ha vissuto in questa realtà tanto diversa… il taxi collettivo, le persone in abiti tradizionali, la città e le case così differenti da Cernusco, il cane di casa (Sancho)… lei guarda, assorbe e lentamente sembra lasciarsi coinvolgere. E’ bello vedere Irene giocare con il cane di casa, e sentire Emanuele chiamare, con un po’ di diffidenza, “sancho, sancho, bau”, questo ci da la percezione che tutto sommato sono tranquilli.
Tutto ciò è per noi fonte di serenità e motivo di ringraziamento a Colui che ci accompagna e al quale vogliamo affidarci.
Oggi qui è Festa Nazionale perché si celebra la “possessione” di Evo ovvero la cerimonia, in stile incaico, di incoronamento del Presidente come capo dello Stato Plurinazionale di Bolivia: intorno sentiamo fermento, c’è chi approva il Presidente indigeno che mostra attenzione alle classi più povere e chi ne teme la retorica populista e la scarsa capacità di incidere realmente sulle questioni più importanti come la gestione dello stato sociale e la corruzione! In questi pochi giorni ci siamo già resi conto della discrepanza tra le notizie che arrivano in Europa e la realtà che vive il Paese… ci occorrerà tempo per informarci e conoscere davvero la realtà in cui dovremo lavorare e confrontarci.

grazie!


2010
01.18

Ormai con un piede sull’aereo vogliamo salutare e ringraziare tutti coloro che con il loro aiuto e sostegno ci hanno accompagnato fin qua. Sicuramente questo periodo è stato meno faticoso del previsto anche grazie al vostro aiuto!
A presto

Partiamo…


2010
01.11

Gennaio 2010, si parte, destinazione Cochabamba… <<finalmente!>> dirà chi ha seguito il nostro tortuoso percorso fin dall’inizio, altri, più stupiti o perplessi, si staranno chiedendo dov’è e perché. A chi ha condiviso, a chi non condivide, a chi vorrà condividere scriviamo questa lettera.

Il nostro interesse per l’ambito della mondialità e della missionarietà è nato quasi 10 anni fa in seguito al primo cammino di Sichem, propostoci da Don Paolo, che ci ha portato nel 2000 fino ad un viaggio di conoscenza in Ecuador… ancora sono vivi il ricordo della vertigine del primo incontro con un mondo così altro dal nostro ma anche l’amarezza nel vedere povertà e degrado sentendone tutta l’ingiustizia! Emozioni forti tipiche dei 20 anni che però hanno avuto l’indiscusso merito di lasciare in noi un desiderio (vocazione?!) di incontro con altre culture e una sana voglia di capire come nel nostro poco poter contribuire a cambiare le cose.

Ecco quindi i vari viaggi più o meno di lavoro o conoscenza (Bosnia, Senegal, Perù), l’impegno nel “KemKogi” (www.kemkogi.com), il corso  per volontari internazionali presso l’ONG il Celim Bergamo.

In questi anni siamo “diventati grandi”: abbiamo iniziato a lavorare (Elisa come fisioterapista e Daniele nel settore del commercio), ci siamo sposati, sono nati i nostri due bimbi (Irene di 3 anni ed Emanuele di 1), l’impegno in politica locale, nella Caritas… tante cose insomma come molte giovani famiglie, ma ogni tanto il “tarlo ecuadoregno” tornava a farsi sentire. Abbiamo capito che era ora di dargli ascolto e affidarci al Signore per vedere dove questo sogno ci avrebbe portato. Due anni fa il nostro aprirci a questa possibilità ha coinciso (non per caso, ci piace pensare) con l’arrivo di una proposta del Celim e dell’Ufficio Missionario di Bergamo che ci ha entusiasmati e obbligati a tornare a motivare il nostro si.

Di seguito vogliamo condividere con voi alcuni dei mille pensieri emersi in questo periodo.

Da sempre sentiamo di aver ricevuto un surplus di amore e benedizione da Dio che si è manifestato in molti modi: due belle famiglie, una comunità cristiana e cittadina in cui crescere e coltivare relazioni e amicizie vere, due splendidi bambini e non da ultimo la fortuna di poter vivere in modo sereno e dignitoso anche economicamente.

La frase “a chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto” (Lc12,48) non è certo una minaccia, l’immagine che ci viene in mente è la manna che, come ci ha fatto riflettere la prima lettura del nostro matrimonio, è un dono di Dio che marcisce se viene accumulata e trattenuta (Esodo 16). Il pensiero che tutto questo bene ricevuto invece di circolare possa marcire ci inquieta un po’; non che l’inquietudine di partire con due bambini e lasciare famiglie, amici e casa sia da meno. In questi mesi le paure hanno bussato alla nostra porta, sappiamo anche che busseranno ancora e per questo siamo grati a Dio di averci dato un sogno grande e degli amici altrettanto grandi con cui condividerlo e alimentarlo. Il sogno che davvero ci possa essere un altro modo di vivere, un modo e un mondo in cui l’uomo, ogni uomo, valga in quanto tale. Don Gnocchi diceva che occorre andare alla ricerca e recuperare tutti i più piccoli frammenti di vita perché anche questi possano lodare Dio; i progetti di promozione umana in cui andremo a lavorare si inseriscono in questa prospettiva. Pur con la consapevolezza che la realizzazione del nostro sogno, senza che vengano modificati alcuni “macro sistemi”, sarà molto difficile, crediamo che essa passi anche attraverso il cambiamento del modo di vivere di ciascuno di noi. Da questa esperienza in terra boliviana speriamo allora di essere educati alla sobrietà e alla condivisione e chissà che vedere e raccontare il mondo dai 2500 metri di Cochabamba possa far maturare in noi e nella nostra comunità pastorale nuovi frutti.