settimana strana… aggiornato con nota

2012
05.14

Settimana strana, da “mi muovo o non mi muovo”, “ scendo in centro o meglio no?”, “mamma ma c’è scuola oggi??” … In queste settimane hanno protestato a livello nazionale: i medici, gli universitari, la COB, cioè il sindacato più grande, gli indigeni del Tipnis e i cocaleros. (chi piú ne ha piú ne metta!!). Per veritá la settimana si è aperta con la mossa a sorpresa del Presidente che per la prima volta nella storia ha decretato “feriado” il 30 aprile per evitare  che i lavoratori potessero organizzare le proteste per l’incremento salariale per il 1 maggio, anche qui festa dei lavoratori. Incredibile… scacco al popolo… ma il popolo risponde e quindi inizia la settimana da urlo… strade bloccate in cittá e tra le 3 principali cittá boliviane, scuole a singhiozzo e “tolerancia” in uffici e fabbriche (cioè se riesci a trovare un mezzo e attraversare la cittá per venire al lavoro bene, se no… pazienza!), formula che pensiamo esista solo in Bolivia!!

Qualsiasi governo al mondo cadrebbe con tutti questi “casini” sociali aperti… ma si sa i boliviani sono abituati a cavarsela sempre in  qualche modo e cosí questo governo sembra sopravvivere a tutto senza intoppi tanto che l’amato presidente continua a spendere le sue giornate inaugurando qualsiasi opera pubblica, scuola o campetto da calcio che sia, in  qualsiasi pueblito disperso sulle montagne… nelle pianure orientali no… non lo vogliono!!!

Con ordine, parolona per questa situazione!

- i dottori protestano (con strutture ospedaliere semi chiuse da più di un mese), perché voglio l’abrogazione del decreto che, lasciando invariato lo stipendio, alza da 6 ad 8 le ore lavorative giornaliere. La richiesta da parte dello Stato è impossibile da accettare senza un qualcosa in cambio peró è altrettanto assurdo che un medico possa lavorare 1 giorno e mezzo contando la reperibilitá (quindi ore a casa) e poi sparire dall’ospedale per tutta settimana,e  i suoi pazienti???  Nessuno vuole rinunciare a questa modalitá che oltretutto permette di gestire un posto di lavoro in ospedale pubblico, uno o due in cliniche private e lo studio personale… (poverini con il decreto non ce la farebbero a sbarcare il lunario!!). Dopo bloqueos, scioperi della fame e marce il decreto è stato sospeso, ma non abrogato(!) perció i medici non si accontentano e intanto i pazienti continuano ad ingrassare gli studi privati a cui ricorrono non trovando i medici in ospedale.  Le morti per mancanza di cure mediche saranno messe in conto ai dirigenti medici, non nutriamo particolare simpatia per la categoria in questione ma allo stesso tempo ci si chiede: “Non è che uno stato potrá, dovrá saper mediare senza nascondersi dietro mosse tattiche e furberie?”

-Gli universitari, in primis quelli di medicina appoggiano lo sciopero dei medici perché pare ( ma non si è capito bene) che il cambio al contratto di questi, cambi la loro disponibilitá di docenza e accompagnamento al tirocinio e quindi la possibilitá di apprendimento qualificato degli studenti. Ma se i medici sono piú presenti in ospedale non va a vantaggio dei tirocinanti?? Bhoo!

-La COB, Central Obrera Boliviana, massimo sindacato nazionale, ha indetto uno sciopero generale di 72 ore perché ha chiesto al governo l’aumento del salario minimo da 800 e pochi boliviani mensili a 1000 e inoltre un aumento del 17% dei salari.Ora è vero che guandagnare 80 € al mese è una miseria ma in questi anni si è arrivato gradino a gradino a piú del 50% di incremento salariale, quale ditta se lo puó permettere? Questa politica favorisce i lavoratori o penalizza quelle imprese che danno lavoro e incentiva solamente il lavoro informale? Il governo ha risposto con l’aumento salariale dell’8% per l’anno in corso, ovviamente fatta eccezione per i dipendenti statali perché altrimenti Bolivia non ce la farebbe(!). Intanto l’inflazione sale (nonostante le mega pubblicitá governative dicano il contrario) perché i commercianti vogliono realizzare lo stesso incremento concesso ai lavoratori dipendenti! Evviva!

-Gli indigeni del Tipnis hanno lanciato la IX marcia indigena in difesa del loro parco naturale come l’VIII , che era stata manganellata a settembre. Non si fidano della “Consulta Previa”, cioè della consultazione degli abitanti di quel territorio, lanciata dal governo per mascherare il fatto che la strada “s’ha da fá”. E come dargli torto? Referendum allargato anche a popolazioni che non c’éntrano con quelle originarie, regali e regaloni alle comunitá indecise… E allora si marcia di nuovo, sempre che i pueblos pro-MAS o pro-governo, che è la stessa cosa, li lascino passare!

-E i cocaleros? Per paura che cada questo fantastico governo, che gli sta permettendo di fare soldi a badilate, e con esso il suo presidente (suo di chi? Del governo , por supuesto, ma anche dell’associazione stessa dei cocaleros??!!) protestano…  a favore del governo!!. In Cochabamba mercoledí hanno cercato la scazzottata mega in appoggio al “cambio social” e contro le istanze sociali in protesta, ma queste incredibilmente e intelligentemente, quel giorno hanno deciso di non uscire per le strade sottraendosi al gioco perverso dello scontro frontale.

Intanto:  nuovamente ci troviamo con code ai distributori perché Boliovia che è seduta su bolle di gas non riesce a estrarlo e scarseggia, espropriamo una ditta spagnola che gestiva parte delle linee elettriche e in casa nostra a volte (tipo se piove!) arriva la corrente a singhiozzo, ci permettiamo di giocare con Jindal, ditta indiana che dovrebbe fare acciaio garantendo un sacco di posti di lavoro, di indotto, di tasse… non compiendo la parte di contratto che ci spetta e rischiamo una mega causa internazionale, lentamente ci avviciniamo a un mese di “non lavoro” cause scioperi, bloquei, paro, la burocrazia avanza (ops… vi avevamo promesso la descrizione della trafila burocratica per la Mati che forse è quasi Italiana.. ma non ci giurerei magari manca ancora qualche carta!)… chissá come mai il Paese non decolla!?

Forse siamo un po’ pessimisti e disillusi ma a volte ci chiediamo se al governo c’è TopoGigio dato che pure Elisa con le sue scarsissime competenze economiche si rende  conto che qualcosa non va! La gente è disillusa rispetto alle promesse del Presidente ma non c’è una reale alternativa… “hay que acatar” , ovvero accontentarsi! Sará la prospettiva dei tempi difficili ma Daniele è sempre piú convinto di tentare l’autosufficienza e si sta dedicando all’orticoltura con sempre piú convinzione… con piú capacitá (speriamo) anche un nostro amico sta iniziando una interessante attivitá di orto urbano  in condivisione con i vicini di casa… vorremmo andare a vederlo e farci spiegare , vi racconteremo!

NOTA del mercoledí: e tutto é andato in niente, Morales ha fatto dietro front su tutti i fronti, ritirato il decreto medici, concesso alle universitá le loro richieste, accordo con la COB come voleva la COB… , ma allora perché aspettare un mese?

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Festa Parrocchiale 3…

2012
04.30

Come sempre accompagnata da un preambolo di notti musicali ( quest’anno avevamo 2 fraternitá a portata d’orecchio), é arrivata la Festa Parrocchiale in onore della santa patrona la “Virgen de la Anunciación” (vedasi i post degli anni precedenti: 2010 e 2011). Musica (tanta), balli e costumi (belli)… e tutto questo cosa c’entra con la Virgen Maria e la Buona Nuova di Suo Figlio? Ballerini, passanti, vecinos esprimono cosí la loro devozione alla Madonna, mamma che“ampara” (protegge) ma … ¿come illuminare dal di dentro questa fede semplice mista a folklore? “Maria, nos abre al Evangelio” il tema delle catechesi della festa di quest’anno, Maria come colei che ci mostra la irrompente novitá del messaggio di Suo Figlio, che ci insegna a rispondere con un SI all’invito dell’Angelo, a far nascere quotidianamente Gesú nella storia. Cosa significa nella realtá? Ecco allora l’invito a non riunirsi solo nella festa, a che questi 500 giovani e non che ballano oggi, possano spendersi, in altrettanti 500, per vivere il barrio nell’attenzione reciproca, nell’impegno civico, nell’essere uomini di speranza, costruttori del Regno. Non so quanto questo invito possa farsi pratica quotidiana o quanto questa festa resti un bellissimo atto di folklore; mi piace pensare che l’inno di Bolivia suonato nella Messa durante la consacrazione (cosa che a noi stranieri fa inorridire!) esprima la sincera preghiera di ciascuno per la comunitá, per il proprio barrio, per Bolivia, una preghiera che aspetta di essere trasformata in azione. Nel frattempo giá qualcosa si sta muovendo, da due anni, e quest’anno con ancor maggior convinzione, la Parrocchia sta cercando di separare il tema dell’ubriacatura “sociale” legata a questi giorni da quello della Festa; davvero il clima respirato quest’anno era un clima sereno, la bellezza di stare insieme e vivere il quartiere, abitarlo con colori, musica, balli. Per dovere di cronaca segnaliamo che se avevamo dubbi che Matilde fosse boliviana (non ha ancora i documenti italiani, ma di questo parleremo a trafila burocratica finita!!) in questa 3 giorni sono stati cancellati: affamata, stanca o piangente per qualsiasi motivo, prontamente si addormentava appena iniziava la musica delle bande che accompagnano i ballerini… sará che da 1 mese a questa parte queste musiche sono state la sua ninna-nanna

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altri amici..

2012
04.29

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amici..

2012
04.27

Ciao Amici,

Sono tornato in Italia dopo 2 anni davvero importanti della mia vita.
Ho vissuto realtà che non potevo nemmeno immaginare e forse raccontandole non riuscirei a farvi capire a pieno cosa vivono quotidianamente le persone di quelle zone della Bolivia.
Ho il desiderio di continuare ad aiutare la missione di Bolivar anche da qui, ci sono molti progetti che sarebbe bello realizzare e sono tutti molto importanti.
Se vuoi sentire un po’ come è andata e dare una mano anche tu ti invito a teatro.
Maffu

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25 aprile

2012
04.25

Ogni 25 aprile, si ripropone un tarlo, mi domando cosa avrei fatto io Elisa? Dove mi sarei trovata quel giorno e i mesi precedenti? Avrei continuato la mia vita lavandomi la coscienza con la “scusa” della violenza che in parte ha accompagnato l’azione dei partigiani o piuttosto avrei accettato di sporcarmi le mani? Mi chiedo se c’era una possibilitá di margine e scelta dentro quella storia o se, per come era la realtá, la lotta partigiana per la liberazione e la rivendicazione dei diritti poteva darsi solo cosí.

Idealmente so da che parte stare ma nella vita vera cosa avrei scelto? E nella vita vera di oggi cosa scelgo? Cosa significa oggi, credere negli ideali che hanno portato ieri i nostri nonni e nonne a sporcarsi le mani, a lottare per la libertá, la democrazia, l’uguaglianza?

C’é una canzone da queste parti, dice piú o meno cosí:

“…Saziare la fame dei poveri, sentirsi solidari, questo é amore.

Lottare al finco dell’operaio per un salario giusto, questo é amore.

Salvare la vita dei bambini dalle tante ingiustizie, questo é amore.

Lottare perché non ci siano guerre, odio e oppressione, questo é amore…”

Penso risponda alle domande di cui sopra e aggiunge: “ …e insieme andiamo a lottare per un mondo migliore come il Signore”. Essere cristiani significa anche lavorare perché il Suo Regno di pace e giustizia sia qui e ora e non solo un bell’aldilá, a volte significa sporcarsi le mani… spero di potermele guardare un giorno e vederle sporche!

Intanto grazie a chi c’era e ci ha regalato con la sua fatica la libertá di espressione, di scelta, di voto… la libertá e grazie a chi oggi lavora perché quello sforzo non sia stato vano e continua a credere negli stessi ideali, esprimo la mia gratitudine invitandovi a curiosare in questo sito.

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2012
04.20

sul portale nazionale relativo alla disabilitá in bolivia!

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estreno… (la notte delle debuttanti!)

2012
04.16

Sabato sera il progetto sedie a rotelle ha “estrenado” ovvero debuttato in societá… in occasione dell’annuale festival dell’integrazione organizzato da un centro di riabilitazione della cittá, abbiamo fatto la prima uscita ufficiale in piazza: gazebo, sedie prodotte, un po’ di volantini e tante public-relacion! Che emozione, vedere il progetto che abbiamo sognato , su cui abbiamo lavorato, per il quale abbiamo perso qualche ora di sonno diventare VERO! Curiositá, apprezzamenti, direttori di centri interessati e non solo in Cochabamba, papá felici di trovare risposta ai bisogni dei loro bimbi, una mezza proposta di passaggio in televisione…

Io devo dire tanti grazie, al comune di cernusco, al KemKogi, agli amici che ci hanno sostenuto ma oggi mi sento di dirlo soprattutto a Daniele, che ci ha creduto, che senza badare ai possibili fracassi, si é speso, ha lavorato e ha fatto sí che il mio desiderio si realizzasse! Ora ci tocca “dare gambe” al laboratorio, dargli sostenibilitá, abbattere i costi se possibile, migliorare i modelli in produzione… ma sappiamo di non essere soli e qui un altro grazie, a VivereCernusco questa volta  che con il ricavato della serata di sabato sera ci aiuterá a creare un fondo per prestiti o sconti ai futuri clienti piú in difficoltá e a pagare un viaggio di studio a uno degli operai del laboratorio perché possa vedere l’esperienza di un taller simile al nostro, ma con molti piú anni di vita, e crescere nelle competenze da spendere nel progetto.

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invito…

2012
04.11

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croci

2012
04.04

la croce ci accompagna in questi giorni  che ci avvicinano a Pasqua: croci andine, espressione della fede di un popolo che si esprime nei colori, le croci coloniali coi capelli veri e tanto sangue espressioni di una fede che ha bisogno di toccare  e vedere, le croci che segnano di sofferenza le tante, troppe situazioni che incontriamo, croci a volte cosí ingombranti che impediscono di scorgere il lontananza la luce della resurrezione, croci pesanti che non lasciano alzare lo sguardo al Cristo Risorto… Signore dacci la grazia di meditare la Tua Croce condividendo il suo peso con i compagni di strada come il Cireneo, aiutaci peró a vivere anche la gioia della Tua resurrezione per poter raccontare la meraviglia di un Dio che vince la morte e portare un poco di luce dove l’ombra della croce sembra lasciare solo buio! Buona pasqua a tutti!

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infanzia…

2012
04.04

Otto di sera, suona il campanello: “Elisa perfavore posso usare l’impianto del campanile per avvisare che si é perso il mio nipotino di 4 anni?”, e mentre smanetto per capire come connettere il microfono all’amplificazione del campanile scopro che il bimbetto manca dalle 5 insieme ad altri 3!! “dai siete fortunati c’é mezzo quartiere per le strade a fare le prove dei balli per la festa parrocchiale , sicuro dando l’avviso vi aiutano a cercarlo…” e dopo aver suonato le campane e chiesto aiuto, una marea di gente si muove per cercare: 4 familiari, la suora, io e un’altra missionaria con suo marito… ah!, verso le 9 si aggiungono 3 polizziotti! I vicini… continuano a ballare, d’altra parte fra un mese c’é la festa! mi arrabbio con i vicini.. che maleducati… poi mi fanno riflettere che la sparizione temporanea é cosí “normale” che non genera il panico indiscriminato! Peró mi chiedo: “in che societá é cosí comune che dei bambini si perdano per 4 o 5 ore senza che questo generi preoccupazione e quindi partecipazione tra i vicini? che tipo di infanzia facciamo vivere a questi bambini?”

15 anni e partorire un figlio prematuro perché stavi facendo il bucato, un figlio che con buone probabilitá é figlio di tuo padre, un figlio che non sai come vestire e sfamare perché la tua mamma ti dice “fatti tuoi”! una bambina a cui é stata rubata l’infanzia saprá, potrá garantirla a suo figlio?

Esiste una parola in tedesco “urvertrauen” che indica la fiducia primordiale nella vita, essa si crea nella prima infanzia trovando nei genitori soddisfazione ai propri bisogni fisici ed emozionali… Ecco, mi chiedo, quanta urvertrauen svilupperanno questi bimbi? come spiegargli da grandi che la vita é bella e vale la pena viverla in pienezza?

“lasciate che i bimbi vengano a me”… prego perché come comunitá cristiana e io Elisa possiamo lasciar trasparire nelle nostre azioni il volto ristoratore di questo Amore che dona vita!

P.S. per la cronaca i bambini erano entrati nella scuola serale accanto alla parrocchia dove gli studenti del corso di parrucchiera gli hanno fatto taglio e acconciatura nuova.. normale che dei bambini piccoli vadano dal parrucchiere alle 8 di sera con lo zainetto di scuola ancora sulle spalle… perché preoccuparsi poveri studenti!

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