Settimana strana, da “mi muovo o non mi muovo”, “ scendo in centro o meglio no?”, “mamma ma c’è scuola oggi??” … In queste settimane hanno protestato a livello nazionale: i medici, gli universitari, la COB, cioè il sindacato più grande, gli indigeni del Tipnis e i cocaleros. (chi piú ne ha piú ne metta!!). Per veritá la settimana si è aperta con la mossa a sorpresa del Presidente che per la prima volta nella storia ha decretato “feriado” il 30 aprile per evitare che i lavoratori potessero organizzare le proteste per l’incremento salariale per il 1 maggio, anche qui festa dei lavoratori. Incredibile… scacco al popolo… ma il popolo risponde e quindi inizia la settimana da urlo… strade bloccate in cittá e tra le 3 principali cittá boliviane, scuole a singhiozzo e “tolerancia” in uffici e fabbriche (cioè se riesci a trovare un mezzo e attraversare la cittá per venire al lavoro bene, se no… pazienza!), formula che pensiamo esista solo in Bolivia!!
Qualsiasi governo al mondo cadrebbe con tutti questi “casini” sociali aperti… ma si sa i boliviani sono abituati a cavarsela sempre in qualche modo e cosí questo governo sembra sopravvivere a tutto senza intoppi tanto che l’amato presidente continua a spendere le sue giornate inaugurando qualsiasi opera pubblica, scuola o campetto da calcio che sia, in qualsiasi pueblito disperso sulle montagne… nelle pianure orientali no… non lo vogliono!!!
Con ordine, parolona per questa situazione!
- i dottori protestano (con strutture ospedaliere semi chiuse da più di un mese), perché voglio l’abrogazione del decreto che, lasciando invariato lo stipendio, alza da 6 ad 8 le ore lavorative giornaliere. La richiesta da parte dello Stato è impossibile da accettare senza un qualcosa in cambio peró è altrettanto assurdo che un medico possa lavorare 1 giorno e mezzo contando la reperibilitá (quindi ore a casa) e poi sparire dall’ospedale per tutta settimana,e i suoi pazienti??? Nessuno vuole rinunciare a questa modalitá che oltretutto permette di gestire un posto di lavoro in ospedale pubblico, uno o due in cliniche private e lo studio personale… (poverini con il decreto non ce la farebbero a sbarcare il lunario!!). Dopo bloqueos, scioperi della fame e marce il decreto è stato sospeso, ma non abrogato(!) perció i medici non si accontentano e intanto i pazienti continuano ad ingrassare gli studi privati a cui ricorrono non trovando i medici in ospedale. Le morti per mancanza di cure mediche saranno messe in conto ai dirigenti medici, non nutriamo particolare simpatia per la categoria in questione ma allo stesso tempo ci si chiede: “Non è che uno stato potrá, dovrá saper mediare senza nascondersi dietro mosse tattiche e furberie?”
-Gli universitari, in primis quelli di medicina appoggiano lo sciopero dei medici perché pare ( ma non si è capito bene) che il cambio al contratto di questi, cambi la loro disponibilitá di docenza e accompagnamento al tirocinio e quindi la possibilitá di apprendimento qualificato degli studenti. Ma se i medici sono piú presenti in ospedale non va a vantaggio dei tirocinanti?? Bhoo!
-La COB, Central Obrera Boliviana, massimo sindacato nazionale, ha indetto uno sciopero generale di 72 ore perché ha chiesto al governo l’aumento del salario minimo da 800 e pochi boliviani mensili a 1000 e inoltre un aumento del 17% dei salari.Ora è vero che guandagnare 80 € al mese è una miseria ma in questi anni si è arrivato gradino a gradino a piú del 50% di incremento salariale, quale ditta se lo puó permettere? Questa politica favorisce i lavoratori o penalizza quelle imprese che danno lavoro e incentiva solamente il lavoro informale? Il governo ha risposto con l’aumento salariale dell’8% per l’anno in corso, ovviamente fatta eccezione per i dipendenti statali perché altrimenti Bolivia non ce la farebbe(!). Intanto l’inflazione sale (nonostante le mega pubblicitá governative dicano il contrario) perché i commercianti vogliono realizzare lo stesso incremento concesso ai lavoratori dipendenti! Evviva!
-Gli indigeni del Tipnis hanno lanciato la IX marcia indigena in difesa del loro parco naturale come l’VIII , che era stata manganellata a settembre. Non si fidano della “Consulta Previa”, cioè della consultazione degli abitanti di quel territorio, lanciata dal governo per mascherare il fatto che la strada “s’ha da fá”. E come dargli torto? Referendum allargato anche a popolazioni che non c’éntrano con quelle originarie, regali e regaloni alle comunitá indecise… E allora si marcia di nuovo, sempre che i pueblos pro-MAS o pro-governo, che è la stessa cosa, li lascino passare!
-E i cocaleros? Per paura che cada questo fantastico governo, che gli sta permettendo di fare soldi a badilate, e con esso il suo presidente (suo di chi? Del governo , por supuesto, ma anche dell’associazione stessa dei cocaleros??!!) protestano… a favore del governo!!. In Cochabamba mercoledí hanno cercato la scazzottata mega in appoggio al “cambio social” e contro le istanze sociali in protesta, ma queste incredibilmente e intelligentemente, quel giorno hanno deciso di non uscire per le strade sottraendosi al gioco perverso dello scontro frontale.
Intanto: nuovamente ci troviamo con code ai distributori perché Boliovia che è seduta su bolle di gas non riesce a estrarlo e scarseggia, espropriamo una ditta spagnola che gestiva parte delle linee elettriche e in casa nostra a volte (tipo se piove!) arriva la corrente a singhiozzo, ci permettiamo di giocare con Jindal, ditta indiana che dovrebbe fare acciaio garantendo un sacco di posti di lavoro, di indotto, di tasse… non compiendo la parte di contratto che ci spetta e rischiamo una mega causa internazionale, lentamente ci avviciniamo a un mese di “non lavoro” cause scioperi, bloquei, paro, la burocrazia avanza (ops… vi avevamo promesso la descrizione della trafila burocratica per la Mati che forse è quasi Italiana.. ma non ci giurerei magari manca ancora qualche carta!)… chissá come mai il Paese non decolla!?
Forse siamo un po’ pessimisti e disillusi ma a volte ci chiediamo se al governo c’è TopoGigio dato che pure Elisa con le sue scarsissime competenze economiche si rende conto che qualcosa non va! La gente è disillusa rispetto alle promesse del Presidente ma non c’è una reale alternativa… “hay que acatar” , ovvero accontentarsi! Sará la prospettiva dei tempi difficili ma Daniele è sempre piú convinto di tentare l’autosufficienza e si sta dedicando all’orticoltura con sempre piú convinzione… con piú capacitá (speriamo) anche un nostro amico sta iniziando una interessante attivitá di orto urbano in condivisione con i vicini di casa… vorremmo andare a vederlo e farci spiegare , vi racconteremo!
NOTA del mercoledí: e tutto é andato in niente, Morales ha fatto dietro front su tutti i fronti, ritirato il decreto medici, concesso alle universitá le loro richieste, accordo con la COB come voleva la COB… , ma allora perché aspettare un mese?








