Ogni anno, nel fine settimana a cavallo di ferragosto, a Quillacollo (13 Km da Cochabamba) si tiene una delle feste religiose più sentite della valle di Cochabamba e dell’intera Bolivia: la Fiesta de la Virgen de Urkupiña. Da tutta Bolivia, e da molte comunitá di migranti nel mondo, i pellegrini si riversano in questa cittadina portando sogni e speranze per l’anno che seguirá.
Durante il venerdì ed il sabato si svolgono le “entradas”, ovvero l’ingresso nel paese di migliaia di ballerini che in abiti tradizionali ballano in onore della Virgen. La domenica é giorno di fiera e festa in paese ma é nella notte il culmine della festa con il pellegrinaggio a piedi da Cochabamba verso il Santuario e poi al “Calvario”, collina poco distante da Quillacollo, dove secondo la tradizione la Madonna sarebbe apparsa più volte ad una pastorella.
Migliaia di persone camminano, giovani e meno, bimbi piccoli nei passeggini per arrivare alla prima Messa della mattina alle 5 davanti al Santuario. Nella notte lungo la strada si mangia, si dorme, si chiacchiera… un fiume di umanitá che a suo modo si avvicina alla Madonna per chiedere delle grazie. In quest’occasione si può vedere chiaramente la mescolanza di elementi religiosi, culturali, folkloristici, il sincretismo fra religione cattolica e credenze tradizionali é piú che mai evidente. Dopo la Messa infatti la gente, dalle tante bancarelle poste lungo il percorso che porta in cima alla collina, compra vari oggetti in miniatura (salisitas) che rappresentano le loro richieste, arrivati al Calvario le fanno benedire e poi le offrono con un rito andino affinché la “pacha mama” con la Virgen accetti la loro devozione e li aiuti a realizzare i propri desideri. Accanto alla Chiesa infatti ci sono tantissimi yatiri (i loro”sacerdoti”) che secondo il rito della
chaia cospargono di birra o alcool le salasitas e le bruciano . Sulle bancarelle si vende di tutto in miniatura, dai passaporti per chi sogna di emigrare alle case, negozi, diplomi, soldi falsi… ogni aspetto della vita puó essere affidato alla Virgen. A fine giornata é tradizione rompere a suon di martellate pezzi di roccia della collina e portarle a casa, l’anno successivo le persone ritornano nel medesimo posto per ringraziare ed eventualmente rinnovare le loro domande, riportando alla collina le pietre dell’anno precedente.
Con la gente della nostra parrocchia e i nostri ospiti anche noi nella notte ci siamo messi in cammino con questo popolo, un po’ piú per curiositá che per devozione ad essere sinceri. E’ stata un’esperienza bella, coinvolgente anche se faticosa e che a volte ci ha lasciati un poco perplessi di fronte alla commistione tra sacro-tradizionale-superstizioso… Ci piace peró credere che la Virgen accoglierá le speranze e i sogni e che il suo esempio di donna e madre forte nella fede possa guidare il ritorno dal calvario di quanti nella notte hanno camminato verso Quillacollo.
















